lunedì 9 febbraio 2009


per chi vuole seguirmi

martedì 23 dicembre 2008

Pausa!

Avevo chiuso la porta del blog, perchè... boh, mi sono un po' stufata, ecco! Solo che veniva fuori una pagina che sembrava che avessi reso il blog privato e che solo pochi eletti potessero entrare e allora forse è meglio se lo spiego pubblicamente: per un po' me ne vado dal blog. Lo lascio alla deriva. Magari solo per pochi giorni, magari chissà, per tanto tempo. Volevo solo dirlo perchè fosse chiaro che non volevo escludere nessuno. CI MANCHEREBBE!

domenica 21 dicembre 2008

La nausea

Ho la nausea. Sarà perchè ho cenato con 100 gr di cioccolato e un pezzo di pane?

sabato 20 dicembre 2008











Christmas Gift Toy & MySpace Layouts at pYzam.com

funziona così: cliccate su "leave a gift", scegliete un regalo, scegliete il pacchetto e poi me lo lasciate sotto l'albero.
:)))

Le pagine bianche

Oggi ho inserito le nuove pagine nell'agenda. Io ho un'agenda ad anelli, devo solo sostituire le pagine e gli anni passano. Adesso ho lasciato le ultime pagine del 2008 e ho messo quelle dell'anno nuovo. Sono pronta. Ogni volta quando metto le pagine nuove le sfoglio e poi segno già le date delle recite e dei concerti (per esempio adesso ho segnato che il 16 luglio partiamo per Vienna per andare a fare il Requiem di Verdi). Sfoglio velocemente tutti i mesi e mi chiedo sempre "chissà cosa farò ad agosto", oppure guardo le pagine di dicembre e mi chiedo: "chissà a natale che ormai l'anno sarà passato che cosa sarà successo" (sì, lo so, la sintassi non è quella che ci si aspetterebbe) e altre cose così. Insomma ho queste pagine bianche del futuro davanti che diventeranno presente man mano. Poi viene la fine dell'anno e le pagine bianche finiscono. E quindi? Niente, pensavo che una volta o l'altra poi finiscono per davvero.

venerdì 19 dicembre 2008

Leaving presentation

Ieri sera una nostra collega è andata in pensione e ha offerto un rinfresco a tutto il coro, come si usa fare, normalmente. Funziona così: quando qualcuno va in pensione offre un rinfresco e noi facciamo una colletta e gli compriamo un regalo. La cifra standard sono 5 euro poi, a seconda del grado di intimità con la collega o il collega che se ne va, uno può mettere anche di più. Qualcuno mette di meno, tipo due euro e non se ne vergogna. C'è anche chi non mette niente e poi viene al rinfresco lo stesso, ma la classe non è un universale comportamentale della specie umana.
Le abbiamo regalato una sciarpa e una ciotola per un totale di 350 euro raccolti. La ciotola, bisogna farlo presente, è una ciotola di Baccarat. Così insomma siamo andate a vedere in questo negozio di ceramiche e cristallerie e lì ho scoperto un mondo che non sapevo neanche esistesse. Per esempio, voi lo sapevate che ci sono dei vasi che costano 1.400 euro? Ecco, in quel negozio la cosa meno cara (e che fatica trovarla) era questa ciotola che abbiamo comprato noi. Poi abbiamo comprato una pergamena (ebbene sì, si usa così tra coristi: si compra una pergamena e ci si scrive sopra qualcosa e tutti la firmano e per la maggior parte dei colleghi pare che sia una cosa imprescindibile, quella della pergamena, che io sono quasi contenta di sapere che non andrò in pensione solo per non avere la pergamena!) e quella del negozio ci ha fatto pagare anche il pezzettino di nastrino per legarla (sì, 50 centesimi, e guardate che era un pezzettino di nastrino di quelli che loro usano per fare i pacchettini, eh). In quel momento ho sviluppato un disprezzo per i commercianti che credo che se lo misurassero risulterebbe tra i maggiori livelli al mondo di disprezzo verso i commercianti.
Comunque io non ero affatto soddisfatta del regalo. Almeno, io se ricevessi un regalo così non sarei per niente contenta, ma forse a Adri invece è piaciuto veramente (devo indagare meglio, ma a una prima indagine mi pare che le fosse piaciuto veramente, e allora è questo quello che conta, no?). Però c'è una cosa che mi dà fastidio più di tutte, e sono le critiche gratuite. Nessuno si è sbattuto minimamente per raccogliere i soldi in tempo utile, nessuno si è interessato o ha dato suggerimenti sul regalo. Siamo andate in tre colleghe alle sei e mezza del giorno in cui il regalo doveva essere dato e forse avremo anche scelto male (e sono io la prima a dire che non sono soddisfatta del ragalo) ma se tutti gli altri se ne sono strabattuti le palle poi non è che possono venire lì a farti le pulci perchè a loro il regalo non piace. Ecco cos'è che non sopporto, la gente che parla e basta. E questo succede anche con le iniziative di "lotta" che intraprendiamo o che abbiamo intrapreso tre anni fa. Questa gente che sta lì solo a parlare e a criticare ma in prima persona non fa assolutamente un cazzo!

giovedì 11 dicembre 2008

Amen

Ieri sera c'è stata la prima di Thais e noi sbrecche eravamo lì a dar via i volantini che informavano il pubblico dei tagli e a raccogliere le firme come tre anni fa (situazioni che stancamente si ripetono senza tempo, cit.). Mentre stavo lì mi sembrava di essere dentro all'armadio di mia nonna, tanto era l'odore di naftalina e mi veniva anche tanto in mente quel racconto di Katherine Mansfield, Miss Brill. Tutte queste madame impellicciate, queste carampane tremolanti coi capelli incollati dalla lacca e che sicuramente si saranno addormentate a metà della seconda scena, passavano davanti ai tavoli delle firme guardandoci con sufficienza e chiedendoci il più delle volte dov'era la toilette.
Poi, prima dell'inizio dello spettacolo tutta l'orchestra, pochi del coro (perchè gli altri erano già in costume, se no vedevi che pienone!), alcuni tecnici (ma c'erano i tecnici?) si sono schierati davanti al parapetto della buca d'orchestra con il sovrintendente. Io e le sbrecche eravamo in alto, vicino alle porte della sala, e sinceramente a vedere tutti gli oerchestrali lì così mi sono sentita un po' male, perchè ho avuto una sensazione di inesorabilità, ecco. Il sovrintendente ha detto che i tagli ci metteranno in ginocchio e ci ha elogiati perchè invece di fare scioperi su scioperi abbiamo fatto concerti gratuiti (e non abbiamo fatto saltare la prima per andare a Roma alla manifestazione nazionale, ma questo è un altro discorso e lo lascerei perdere). Poi un rappresentante dei lavoratori ha letto un documento che ripeteva un po' quanto detto dal sovrintendente e che informava il pubblico anche della nostra adesione allo sciopero con la devoluzione della giornata di lavoro a Emergency anzichè con l'astensione dal lavoro che avrebbe fatto saltare la prima. E alla fine il pubblico della prima ha applaudito. Fin qui niente di strano, almeno per educazione uno applaude in queste occasioni. Ma poi è successo che una signora, una signora piuttosto giovane che aveva firmato la petizione (me la ricordavo), si è alzata in piedi applaudendo vigorosamente, e poi un'altro signore in mezzo alla sala si è alzato in piedi anche lui e poi un'altro e poi insomma metà pubblico era in piedi ad applaudirci, noi, i lavoratori del teatro e a me è scappata una lacrimuccia e alla fine insomma singhiozzavo proprio e mi sembrava di volergli bene a tutte quelle persone in piedi.

martedì 9 dicembre 2008

Les filles blanches

certo che belle siamo belle...