martedì 7 ottobre 2008

Quello che il ministro non sa

Il ministro Bondi dice che i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche godono di privilegi ingiustificati senza garantire un'adeguata produttività.
Io lo sapevo già di essere una lavoratrice privilegiata, non ci voleva mica il ministro Bondi per dirmelo. Sono privilegiata perchè amo il mio lavoro, perchè faccio un lavoro che mi diverte, che mi dà gioia, perché lavorare mi rende felice, perché ciò che produco è arte e ne sono fiera. Sono privilegiata perché col mio lavoro do gioia agli altri, al pubblico che viene a vedere gli spettacoli, alle persone che amano la cultura e le cose belle e che pagano il biglietto per poter assistere a un'opera o a un concerto. Pagano il biglietto perché sanno che ciò che vanno a vedere ha un valore.
Intendiamoci, non è che mi sono svegliata una mattina e ho pensato: ma sì, farò la cantante, che tanto che ci vuole, sono capaci tutti,ma questo il ministro non lo sa. Ho iniziato a studiare musica in quinta elementare, eh: mentre le mie compagne giocavano in cortile io stavo lì col violino a cercare di tirar fuori dei suoni decenti. Una libera scelta, per carità. Ho studiato musica da quando ero alle elementari e forse ho acquisito una certa specializzazione (anzi, mi dicono che addirittura mi si sono sviluppate delle aree del cervello che non si sviluppano in non-musicisti, tanto per dire quanto incida su una persona lo studio della musica). E' un privilegio che questa specializzazione venga pagata? Mi pagano per fare il mio lavoro, anche questo è un bel privilegio, in effetti. Su una cosa sono d'accordo: la produttività. Ce ne lamentiamo sempre anche noi: vogliamo fare più concerti, più opere, vogliamo divertirci di più. Purtroppo chi programma le stagioni negli ultimi anni non è stato in grado di farci produrre. Ma questo il ministro pare non saperlo. Lui crede che la colpa sia nostra.
Il ministro Bondi dice che lavoro 16 ore a settimana, che sono sempre a casa in riposo compensativo, che ho un secondo lavoro e che mi pagano fino a 17 mensilità. Queste cose sono io che non le sapevo. Ora vado subito dal capo del personale a chiedere dove sono finite le mensilità in più che non ho mai percepito, perchè si vede che qualcuno se le è intascate a mia insaputa. Quanto alle ore di lavoro, che non sono 16, il ministro non sa che chi sceglie di fare questa professione deve costantemente esercitarsi per mantenere e migliorare sempre il proprio livello artistico, e che un cantante non mette mai via lo strumento, come ha detto qualcuno. Un musicista non "fa" il musicista: "è" un musicista.
Bondi dice anche che le fondazioni lirico sinfoniche spendono il 70% del loro budget in stipendi. Ora basta andare a vedere il bilancio del Teatro Regio di Torino per vedere che il costo della produzione ammonta a 49.258.658 € e il costo degli stipendi e dei salari a 16.087587 € e quindi capire che forse una delle cose che il ministro non sa fare sono i conti.
Il giornalista che lo intervista gli chiede se non pensa che 14 fondazioni lirico-sinfoniche siano troppe e lui risponde che la Scala e il Santa Cecilia hanno un ruolo e una visibilità particolari. O il giornalista ha tagliato metà della risposta o il ministro ha dei problemi a capire le domande che gli vengono poste. E sì che è un ministro e chissà quanto lo pagano! Comunque viene da pensare che la risposta fosse: sì, sono troppe, solo la Scala e il Santa Cecilia meritano di essere salvate, o qualcosa del genere. Allora vorrei chiedere al ministro: come mai i teatri sono sempre esauriti e molti spettatori si lamentano del fatto che trovare un biglietto sia un'impresa impossibile, se le fondazioni sono troppe rispetto alla richiesta di cultura che c'è in Italia? E se 14 fondazioni lirico-sinfoniche sono troppe, vogliamo parlare del numero dei ministeri che ci sono? Ma dico, è davvero necessario un ministro per la gioventù (Meloni)? E quello per la semplificazione normativa (Calderoli)? E un ministro apposta che si occupa dei rapporti col parlamento (Vito)? Ce n'è uno persino preposto all'attuazione del programma di governo (Rotondi)! Ma a questo punto il ministro mi potrebbe dire: che c'entrano i ministeri inutili con le fondazioni lirico-sinfoniche e io dovrei convenire con lui che, in effetti, non c'entrano niente, ma si parlava di sprechi e mi è venuto in mente. Allora per essere pertinente direi al ministro che lui forse non lo sa che l'opera è nata in Italia nel 1500, e che 14 fondazioni lirico-sinfoniche in Italia forse son persin poche.
Una cosa che il ministro evidentemente non sa è che le fondazioni lirico-sinfoniche sono una risorsa, una ricchezza. Sarebbe come chiedere a qualcuno che ha 14 Ferrari nel garage se non crede che siano troppe e se non sarebbe il caso di farne rottamare una decina. Mica in cambio di qualcosa, eh, solo così, per risparmiare spazio. Certo che se uno ha delle Ferrari e poi le usa come se fossero 500 ha anche ragione di lamentarsi che gli costano troppo. Solo che la colpa non è delle macchine, ma di chi non le sa pilotare.
C'è una cosa che invece il ministro sa bene ed è che se fai delle dichiarazioni ai giornali anche se sono false le pubblicano, e anche se sono false la gente ci crede e così chissenefrega di quei quattro sfigati di musicisti che andranno ad infoltire le fila dei disoccupati.
Per poter pensare alla cultura bisogna prima aver soddisfatto i bisogni primari, la musica mica si mangia. Ma per passare alla soddisfazione dei bisogni secondari bisognerebbe essere in un paese civile. E il ministro lo sa, che siamo in Italia.

7 commenti:

AmicaB ha detto...

sono estremamente sfiduciata. pare che in questo paese la cultura sia uno stupido valore opzionale, o forse per alcuni non è nemmmeno un valore. quello che stanno facendo è tutto un gioco di potere. la massa di gggente, se chiudono dei teatri, non se ne accorgerà neanche. la massa di gggente salirà felice la domenica sul proprio suv e andrà al centro commerciale a mangiare un hamburger, e ruttando al gusto cocacola sgassata riderà pensando che minchia quest'anno non ha pagato l'ici.

marchesa ha detto...

che noi vogliamo lavorare di più non saprei... forse io, te, k, ale... ma quante altre? sai che notizie ho fresche fresche dalla scala e da wanna marchi? che se alla scala non soddisfano nuove richieste (in altre parole non ingrassano lo stipendio) i sindacati indicono uno sciopero dietro l'altro! il fatto è che ogni teatro ha davvero caratteristiche diverse e rappresenta un caso a sé.
mi viene in mente questo detto "senatores boni viri, Senatus mala bestia" in relazione al sindacato. ma il discorso tuo è un altro, io sono andata per libere associazioni seguendo il principio di piacere (scusa, ma mentre ci sono faccio un ripasso).
il punto è che non non hanno capito che la cultura è la più grande risorsa (economica!!!) dell'Italia. Cioè, è una risorsa culturale, ovvio, ma non hanno capito che RENDE!!!!! IN OGNI SENSO!!!!! è questo che è incredibile!!!!!!
l'altro aspetto è che è sin troppo facile attaccare i lavoratori. hai letto tu di scenografie di Burri buttate via? hai letto di registi capricciosi dai cachet allucinanti? hai letto che i cantanti lirici in italia sono pagati più che all'estero? hai letto delle agenzie di cantanti e dei loro traffici? io no...

tytania ha detto...

non siamo solo in tre a voler lavorare. e comuque se ci facessero lavorare programmando concerti una sera sì e una sera no tutti ci verrebbero, contenti o no, a lavorare. il problema è che non fanno una programmazione come si deve e poi dicono che siamo noi che non abbiamo voglia di lavorare. i fagnani ci sono dappertutto, e per me potrebbero licenziarli tutti anche domani. ma perchè ci sono dei fagnani allora tutti dobbiamo esserlo? il discorso della scala è da pazzi, ma loro sanno di non rischiare realmente. lo dice anche bondi: scala e santa cecilia hanno una visibilità particolare.

mgz999 ha detto...

"Quanto alle ore di lavoro, che non sono 16, il ministro non sa che chi sceglie di fare questa professione deve costantemente esercitarsi per mantenere e migliorare sempre il proprio livello artistico, e che un cantante non mette mai via lo strumento, come ha detto qualcuno. Un musicista non "fa" il musicista: "è" un musicista."

Cara mia, devi sapere che anche il nostro ministro è anche esso un artista. Il suo strumento è la lingua, la sua specialità la sviolinata di bava. Egli, confortato dalla sua esperienza di artista, in totale buona a fede crede che sia sufficiente sviolinare all'occorrenza, mica è necessario esercitarsi. D'altronde qualcuno che si esercita a leccare uno specchio io non l'ho ancora visto.
Per cui egli non può capire, ma vorremo mica fargli una colpa di essere solo un gran leccaculo?

40enneisterica ha detto...

Ma questi ministri dicono tutti la stesse cose? Anche di noi insegnanti la Gelmini dice che siamo poco produttivi. E Brunetta dice che ci pagano troppo e che lavoriamo troppo poco.

Maestra Elena (40enneisterica)

Sara ha detto...

Hai scritto delle cose molto importanti che meritano indubbiamente più visibilità rispetto a quella che può offrire un blog.
E' vero talune realtà come i teatri e i musei offrono un ritorno anche in termini economici, però mi sembra un aspetto secondario rispetto al valore che comportano in termini umani, perché fanno bene, sollevano dalle meschinità, stimolano lo sviluppo del pensiero, ci aiutano a diventare persone migliori. Ma è proprio ciò che si vuole impedire.
Continua a far sentire la tua voce! in tutti i sensi.

tytania ha detto...

io credo che la cosa più importante offerta dai teatri sia proprio il valore in termini umani, ma questi non capiscono altro che discorsi basati sulla resa economica e allora è bene sottolinearlo. se capissero il valore dell'arte non sarebbero lì con la forbice in mano a fare tagli che ci distruggono.
grazie della solidarietà.