Ebbene sì, anche i tre concerti di Carmina sono andati, e non ha mai neanche piovuto. Ora sono alle prese con la valigia. Se penso a martedì mattina, quando uscirò di casa con valigia e trolley per salire sul pulman per Caselle mi viene da ridere, un po' per la felicità, e un po' perchè sembrerò una pazza!
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domenica 27 luglio 2008
venerdì 4 luglio 2008
Tickets
Al momento sono in possesso di:
- 1 biglietto aereo di andata per londra;
- 1 biglietto aereo di andata londra-bari;
- 1 biglietto ferroviario (vagone letto) lecce-torino.
Il guaio è che devono ancora passare tre settimane (e tre recite di Edgar, tre di Bohème, tre concerti di Carmina Burana) prima di mettere in moto tutto sto movimento!
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martedì 25 marzo 2008
Aeroporto di Caselle-Torino, ore 10.30, martedì mattina.
Sono le dieci del mattino e ad aspettare il pulman che dall'aeroporto di Caselle porta a Torino Porta Nuova saremo almeno settanta persone, tutte ammassate. Dovrebbe partire alle 10.30. Non è ancora arrivato e già la gente spinge. E' evidente che non riusciremo a salire tutti e si cerca di conquistare un posto il più avanti possibile. Anche perchè il prossimo pulman è dopo tre quarti d'ora. A sentire i discorsi, tra la gente che aspetta c'è qualcuno che non è riuscito a salire sul pulman delle 9.45, e questo non vuole proprio perderlo. Finalmente arriva. E' pieno di gente che deve scendere. L''autista apre le porte e grida: "SIA CHIARO CHE NON VI POSSO CARICARE A TUTTI! CINQUANTA PERSONE CI STANNO! IO VI CONTO! SE MI FERMANO MI TOLGONO I PUNTI DALLA PATENTE!". Inizia a mancarmi l'aria tanto la gente si serra ancora di più attorno alle porte. "NOI DOBBIAMO ANDARE A FARE UNA TERAPIA!!!" urla un signore sventolando i biglietti già acquistati. Saranno in cinque. Mah... Intanto la gente che doveva scendere è scesa. A spintoni, naturalmente. Qualcuno ne approfitta per salire da dietro. "NON SI SALE DA DIETRO!" anche perchè i biglietti devono essere timbrati, e l'obliteratrice è solo davanti. L'autista chiude la porta posteriore, ma almeno in quattro sono già saliti. Anche davanti stiamo salendo. Mi sembra di essere una pallina portata avanti da un ingranaggio inarrestabile. Non cammino, non mi muovo, eppure vengo sospinta avanti. Riesco a salire. Che culo, penso. L'autista controlla che i posti a sedere siano tutti occupati e fa salire un'altra decina di persone, che staranno in piedi. Fino al limite massimo consentito. A terra ci saranno ancora almeno dieci persone, forse quindici. Dovranno aspettare il pulman delle 11.15. Più che arrabbiati sembrano esterrefatti. Anch'io lo sono. Partiamo. Quelli in piedi sono contenti di essere almeno riusciti a salire, e ridono. Sono in vacanza. Un signore davanti litiga con l'autista. "QUESTO NON E' UN SERVIZIO!". L'autista si innervosisce un po', lo invita a calmarsi, frena, gli dice che se non la smette lo fa scendere. Quasi si picchiano. Prima di arrivare a Torino il pulman fa tre fermate. E' un pulman che dovrebbe servire anche a portare la gente che dai paesi di Caselle e Borgaro vuole andare Torino. Alle fermate ci sono tre, quattro, a volte cinque persone. L'autista, prudente, non apre la porta. Spiega dal vetro che non può caricare nessuno se nessuno scende. La gente si arrabbia. Sul pulman intanto il signore che voleva picchiare l'autista continua a urlare. Qualcuno prende le difese dell'autista: che colpa ne ha lui, che colpa ne abbiamo noi? Una ragazza dice, sottovoce: "Che rompicoglioni!". Scendo a Porta Susa, il pulman si svuota. Mi avvio verso casa. Mio marito atterrerà tra due ore a Stansted. Solo due ore di volo.
Chissà perchè, mi sembrano anni luce.
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