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martedì 25 novembre 2008

cake or death

Mia sorella si è ammalata 5 anni fa. Ha tre figli, di cui due ormai abbastanza grandi mentre l'ultimo ha 10 anni. Mia sorella è una persona particolare. E' molto forte, ma a volte essere così forti non è un vantaggio. Quando la vedo mi fa sempre stare un po' male, perchè i segni della sua malattia sono evidenti e non posso fare a meno di pensare che potrebbe morire presto. E' anche molto stanca, e in questi giorni non ha fatto che ripetere che le basta far diventare grande anche il più piccolo e poi basta, e siccome è molto forte io credo che ce la farà a sopravvivere ancora una decina di anni, ce la deve fare, anche se lo fa tirandosi dietro la vita coi denti. Però io sono arrabbiata, perchè poi mi mancherà. Per me è stata molto importante quando ero piccola, è stata un punto di riferimento nell'adolescenza. Ero quasi in simbiosi con lei. Poi mi sono staccata. Però sento ancora molto forte questo legame e sono arrabbiata per quello che le è successo, per quello che è successo ai suoi figli, per quello che gli succederà, che ci succederà. Sono arrabbiata perchè il più grande, che adesso ha 20 anni e se ne è andato a Londra a cercare lavoro (e forse anche per aggrapparsi con tutta la sua disperazione all'unica figura maschile valida che abbia incontrato nella sua vita), ha già una quantità di problemi personali da risolvere che gli ci vorrà gran parte della vita per farlo. Sono arrabbiata perchè ha una figlia di 18 anni che è dovuta diventare grande per forza e da sola, e meno male che ha i controcoglioni. Sono arrabbiata perchè il più piccolo, un bambino di quasi 11 anni, ha passato gli ultimi 5 anni della sua vita con la paura costante che sua mamma potesse morire ed è consapevole che sarà fortunato se davvero riuscirà a diventare abbastanza grande prima che questo succeda. Sono arrabbiata perchè tutto questo si poteva evitare e invece è successo e la causa diretta è l'ex marito di mia sorella (e però devo dire che anche lei una parte di colpa ce l'ha). Sono arrabbiata perchè l'imbecillità di una persona inutile ha rovinato la vita di un numero considerevole di persone. Poi lo so che adesso l'unica cosa che si può fare è di rimettere insieme i cocci e cercare di fare il meglio che si può e che si potrà, e che la depressione è un lusso che io non mi posso permettere. Però sono arrabbiata.

martedì 7 ottobre 2008

Quello che il ministro non sa

Il ministro Bondi dice che i lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche godono di privilegi ingiustificati senza garantire un'adeguata produttività.
Io lo sapevo già di essere una lavoratrice privilegiata, non ci voleva mica il ministro Bondi per dirmelo. Sono privilegiata perchè amo il mio lavoro, perchè faccio un lavoro che mi diverte, che mi dà gioia, perché lavorare mi rende felice, perché ciò che produco è arte e ne sono fiera. Sono privilegiata perché col mio lavoro do gioia agli altri, al pubblico che viene a vedere gli spettacoli, alle persone che amano la cultura e le cose belle e che pagano il biglietto per poter assistere a un'opera o a un concerto. Pagano il biglietto perché sanno che ciò che vanno a vedere ha un valore.
Intendiamoci, non è che mi sono svegliata una mattina e ho pensato: ma sì, farò la cantante, che tanto che ci vuole, sono capaci tutti,ma questo il ministro non lo sa. Ho iniziato a studiare musica in quinta elementare, eh: mentre le mie compagne giocavano in cortile io stavo lì col violino a cercare di tirar fuori dei suoni decenti. Una libera scelta, per carità. Ho studiato musica da quando ero alle elementari e forse ho acquisito una certa specializzazione (anzi, mi dicono che addirittura mi si sono sviluppate delle aree del cervello che non si sviluppano in non-musicisti, tanto per dire quanto incida su una persona lo studio della musica). E' un privilegio che questa specializzazione venga pagata? Mi pagano per fare il mio lavoro, anche questo è un bel privilegio, in effetti. Su una cosa sono d'accordo: la produttività. Ce ne lamentiamo sempre anche noi: vogliamo fare più concerti, più opere, vogliamo divertirci di più. Purtroppo chi programma le stagioni negli ultimi anni non è stato in grado di farci produrre. Ma questo il ministro pare non saperlo. Lui crede che la colpa sia nostra.
Il ministro Bondi dice che lavoro 16 ore a settimana, che sono sempre a casa in riposo compensativo, che ho un secondo lavoro e che mi pagano fino a 17 mensilità. Queste cose sono io che non le sapevo. Ora vado subito dal capo del personale a chiedere dove sono finite le mensilità in più che non ho mai percepito, perchè si vede che qualcuno se le è intascate a mia insaputa. Quanto alle ore di lavoro, che non sono 16, il ministro non sa che chi sceglie di fare questa professione deve costantemente esercitarsi per mantenere e migliorare sempre il proprio livello artistico, e che un cantante non mette mai via lo strumento, come ha detto qualcuno. Un musicista non "fa" il musicista: "è" un musicista.
Bondi dice anche che le fondazioni lirico sinfoniche spendono il 70% del loro budget in stipendi. Ora basta andare a vedere il bilancio del Teatro Regio di Torino per vedere che il costo della produzione ammonta a 49.258.658 € e il costo degli stipendi e dei salari a 16.087587 € e quindi capire che forse una delle cose che il ministro non sa fare sono i conti.
Il giornalista che lo intervista gli chiede se non pensa che 14 fondazioni lirico-sinfoniche siano troppe e lui risponde che la Scala e il Santa Cecilia hanno un ruolo e una visibilità particolari. O il giornalista ha tagliato metà della risposta o il ministro ha dei problemi a capire le domande che gli vengono poste. E sì che è un ministro e chissà quanto lo pagano! Comunque viene da pensare che la risposta fosse: sì, sono troppe, solo la Scala e il Santa Cecilia meritano di essere salvate, o qualcosa del genere. Allora vorrei chiedere al ministro: come mai i teatri sono sempre esauriti e molti spettatori si lamentano del fatto che trovare un biglietto sia un'impresa impossibile, se le fondazioni sono troppe rispetto alla richiesta di cultura che c'è in Italia? E se 14 fondazioni lirico-sinfoniche sono troppe, vogliamo parlare del numero dei ministeri che ci sono? Ma dico, è davvero necessario un ministro per la gioventù (Meloni)? E quello per la semplificazione normativa (Calderoli)? E un ministro apposta che si occupa dei rapporti col parlamento (Vito)? Ce n'è uno persino preposto all'attuazione del programma di governo (Rotondi)! Ma a questo punto il ministro mi potrebbe dire: che c'entrano i ministeri inutili con le fondazioni lirico-sinfoniche e io dovrei convenire con lui che, in effetti, non c'entrano niente, ma si parlava di sprechi e mi è venuto in mente. Allora per essere pertinente direi al ministro che lui forse non lo sa che l'opera è nata in Italia nel 1500, e che 14 fondazioni lirico-sinfoniche in Italia forse son persin poche.
Una cosa che il ministro evidentemente non sa è che le fondazioni lirico-sinfoniche sono una risorsa, una ricchezza. Sarebbe come chiedere a qualcuno che ha 14 Ferrari nel garage se non crede che siano troppe e se non sarebbe il caso di farne rottamare una decina. Mica in cambio di qualcosa, eh, solo così, per risparmiare spazio. Certo che se uno ha delle Ferrari e poi le usa come se fossero 500 ha anche ragione di lamentarsi che gli costano troppo. Solo che la colpa non è delle macchine, ma di chi non le sa pilotare.
C'è una cosa che invece il ministro sa bene ed è che se fai delle dichiarazioni ai giornali anche se sono false le pubblicano, e anche se sono false la gente ci crede e così chissenefrega di quei quattro sfigati di musicisti che andranno ad infoltire le fila dei disoccupati.
Per poter pensare alla cultura bisogna prima aver soddisfatto i bisogni primari, la musica mica si mangia. Ma per passare alla soddisfazione dei bisogni secondari bisognerebbe essere in un paese civile. E il ministro lo sa, che siamo in Italia.

domenica 28 settembre 2008

Mala tempora

Tre anni fa di questi tempi stavamo facendo lo sciopero della fame perché il governo di centrodestra pensava che tagliando i fondi allo spettacolo si potessero risollevare le sorti della nazione. Ma mancavano pochi mesi alle elezioni e potevamo perlomeno sperare che cambiasse il governo e che la cultura tornasse ad avere un’importanza fondamentale per il nostro Paese, importanza che stava perdendo senza ombra di dubbio. Fortunatamente alle elezioni vinse il centrosinistra che ridiede un po' di fondi allo spettacolo: almeno ci garantì la sopravvivenza. Oggi ci ritroviamo nella stessa situazione di tre anni fa, solo che è peggio: i tagli che hanno deciso di apportare ai fondi per lo spettacolo porteranno i teatri del nostro Paese alla chiusura. Come diceva il nostro sovrintendente sulla Stampa del 27 settembre tagli del 30% farebbero fallire qualsiasi azienda. E questa volta non c’è nulla che possiamo nemmeno sperare di fare. Un altro sciopero della fame? Altri incatenamenti davanti ai cancelli dei teatri? Altri requiem per la cultura con tanto di bara e funerale? Le elezioni non sono tra pochi mesi. Le elezioni saranno tra quattro anni. E quattro anni non si può resistere.

lunedì 22 settembre 2008

Dieta

Ecco, stamattina sono andata dalla dietologa. Lo so, io non ne ho bisogno. Lo so, io ho solo pochi chili da perdere. Lo so, sono bellissima così come sono (lo so, lo so;)).
Però: in questo periodo ho un pessimo rapporto col cibo. Così sono andata dalla dietologa, perchè sono stufa di fare diete, perdere peso e poi riprenderlo.Sono stufa di farmi sopraffare dall'ansia e avere un regime alimentare da seguire è rassicurante. Sono andata da una dietologa che mi ha visitata, misurata, pesata, che mi ha chiesto che farmaci prendo, che ha visto benissimo anche lei che non sono grassa ma che ho della ritenzione idrica che mi gonfia e che bisogna eliminare. Ecco, così adesso ho iniziato la dieta e mi sento già meglio. A parte che ho fame!

venerdì 29 agosto 2008

Ricominciare...

è dura.

martedì 15 luglio 2008

Raccolta punti

Adesso che si tengono le finestre aperte mi capita spesso di sentire i vicini che litigano. Non riesco a capire esattamente le parole che dicono, per cui non capisco bene i motivi esatti per cui litigano. Certo che sento il tono delle voci ed è chiaro che di litigi si tratta. A dire il vero, anche se non capisco esattamente le parole, non mi pare che litighino per dei motivi seri, per cose importanti. Però fatto sta che li sento tutti i giorni, che litigano, e così mi immagino che il clima in casa loro debba essere sempre piuttosto teso. Il fatto è che fa troppo caldo per tenere le finestre chiuse, e così non posso non sentirli, e devo dire che mi dà un po' fastidio, perchè un conto è sentire gli uccellini che cinguettano e al limite uno si abitua anche al rumore del traffico, ma il suono di voci che si rinfacciano delle cose è davvero sgradevole e mi dà sui nervi. Quando ero bambina anche a casa mia ogni tanto c'erano dei litigi. Mio padre era esageratamente severo e ci sgridava spesso e io ho sempre pensato che da grande non avrei fatto come lui, che a me sembrava evidente che in realtà poteva anche fare a meno di sgridarci e che i problemi si potevano risolvere benissimo senza entrare in conflitto. Però adesso credo che il punto sia proprio questo: per molte persone non è tanto il fatto di risolvere un problema che conta, quanto quello di misurarsi in un conflitto con un altro, sottometterlo e uscire dal conflitto vincitore. E' come se si raccogliessero dei punti: se ho vinto io, 10 punti, se ho perso, 0 punti, se siamo pari 5 punti a testa. Ma poi alla fine il premio qual è?

giovedì 10 luglio 2008

A volte

A volte si dicono delle cose che non si vorrebbero dire, poi ci si pente. Anche sciocchezze, cose senza importanza, almeno per chi le ha dette, ma che invece assumono grande importanza per l'interlocutore, che le registra, le analizza, cerca dei significati nascosti, delle intenzioni precise. Sono cose dette con leggerezza ma che diventano pesanti come macigni.
A volte si fanno anche delle cose con leggerezza, chissà perchè. Cose stupide, che si poteva fare a meno. Ma sul momento non ci si pensa e si fanno.
A volte è solo questione di distrazione: uno è sovrappensiero e schiaccia un bottone invece che un altro, e non si rende conto di aver sganciato la bomba atomica.
A volte le persone che conosciamo sono diverse da come noi ce le siamo raffigurate nella nostra mente. A volte sono migliori, a volte peggiori. Ma per noi sono solo come noi crediamo che siano, e se poi per caso ci accorgiamo che sono diverse ci sembra che la colpa sia loro che sono diverse, e non nostra che ci siamo fatti delle idee sbagliate. A volte anche noi siamo diversi da come gli altri ci credono.
Che poi a volte si cambia, e come eravamo vent'anni fa non è la stessa cosa di come siamo oggi.
A volte la vita di gruppo è molto difficile.

lunedì 30 giugno 2008

Oggi ho la sindrome del lunedì.
:(

sabato 21 giugno 2008

Il corista medio

Il corista medio è sempre al corrente di quello che fanno gli altri coristi, soprattutto nella loro vita privata. Sa tutto dei colleghi: quante volte si fanno la doccia, con chi vanno a letto al momento, con chi sono andati a letto in passato, con chi ci andranno in futuro. Se non sa qualcosa se lo inventa. E spesso finisce per crederci davvero anche lui stesso.
Il corista medio possiede la tecnica vocale perfetta, l'intonazione assoluta e un senso del ritmo, della frase, della musicalità che nemmeno Orietta Berti. Perchè non abbia fatto una sfolgorante carriera è a volte colpa della fatalità ma più spesso dell'invidia degli altri, del fatto di non aver avuto le giuste conoscenze o dell'integrità morale che non gli ha permesso di scendere a certi compromessi, che tanto lo sanno
tutti che per arrivare a certi livelli la devi dare a qualcuno.
Il corista medio si lamenta sempre delle truccatrici e delle sarte, ma non lo fa mai in loro presenza. E' un esperto dei periodi storici, conosce la pronuncia di tutte le lingue del mondo pur non parlandone alcuna ed è fermamente contrario alle regie moderne, che si sa che il pubblico non le apprezza.
Il corista medio poi sa che tutti i registi sono degli imbecilli e non li ascolta quando parlano. Al corista medio basta sapere da dove deve entrare e dove si deve piazzare, quanto dura la recita e se ci spetta la mensa. Sapere anche di che opera si tratti è secondario.
Il corista medio si dirige da solo, e non c'è verso di fargli capire che, nonostante i suoi tempi e le sue dinamiche musicali siano di gran lunga più raffinate di quelle del Maestro Direttore, purtroppo non sono quelle che vanno eseguite.
Il corista medio si caratterizza anche per un'elevata quantità di importanti impegni solistici. Non di rado le recensioni delle sue performance, firmate da eminenti critici musicali, vengono pubblicate su giornali di nicchia, quali L'eco della Val di Susa o La Gazzetta di Pinerolo. Il corista medio ancora aggiunto saprà rallgrarsi di questi strabilianti successi e coglierli con il dovuto ossequio. Sono queste, infatti, per il corista medio, le vere soddisfazioni artistiche.
In trasferta il corista medio si lamenta sempre dell'albergo, anche quando è un cinque stelle con sauna e bagno turco in camera. Se il viaggio è in pulman chiederà di far spegnere l'aria condizionata perchè si sa che fa male alla voce. In aereo se ne lamenterà soltanto. Va da sè che eventuali problemi di intonazione saranno da imputare alle condizioni di viaggio. Se poi la trasferta è in un paese straniero, il corista medio sentirà presto l'astinenza da pastasciutta. Non è raro, infatti, trovare tavolate di coristi medi che intonano inni alla patria nelle pizzerie intorno all'albergo.
Intendiamoci, in ognuno di noi c'è un'ombra di "medietà". Essere anche tenori è solo questione di sfortuna.

martedì 3 giugno 2008

Due mesi

Adesso devono passare due mesi.
Non mi piace vivere a Londra, d'accordo, ma quando arrivo in Italia mi sembra di essere nel Medioevo. Poi mi abituo, eh.
Adesso ho due mesi davanti molto intensi: cambiamo il maestro del coro e ci dovremo abituare, che chissà come sarà questo nuovo, va in scena Edgar (che è come dire due Turandot insieme) e portiamo Bohème a Racconigi, c'è il concerto di Mahler non mi ricordo dove ma in un posto un po' lontano perchè dormiamo fuori, e ci sono i concerti di Carmina Burana. Nel frattempo devo dare l'ultimo esame di lettorato di francese (due scritti, oggi e domani, ma non so se li passerò), mettermi seriamente sotto con la tesi e iscrivermi in palestra, che tra due mesi voglio essere un figurino. Poi ci saranno le vacanze.

venerdì 30 maggio 2008

mi piace, anzi no.

di stare qui a londra mi piace svegliarmi la mattina e fare colazione con le fette di pane tostate. al borough market si trovano tanti tipi di pane che tostati sono fantastici. e poi mi piacciono le tazze, in ogni casa ce n'è una collezione. e mi piace andare al pub il venerdì quando luca finisce di lavorare, e andare in giro con lui nel week end che mi porta sempre in qualche bel posto, e anche se a volte non è che sia un posto particolarmete bello mi piace lo stesso. io lo capisco cos'è che piace e affascina di londra quelli che la amano e ci vogliono stare a vivere, lo capisco. però quella vertigine lì a me mette tristezza. ieri ho fatto una lunga passeggiata lungo il fiume mentre aspettavo che si facesse l'una per andare a mangiare qualcosa con mio marito. era anche una bella giornata, all'inizio. poi è diventato tutto grigio. ora, non è che a me l'italia, il sole e il mandolino mi facciano poi tutta 'sta nostalgia e la pioggia che schifo. però mi sono seduta su una panchina e guardavo quest'acqua grigia scorrere sotto questi ponti pieni di gente che ci camminava sopra, e gente ovunque, gente sempre, gente che mangia in continuazione, e l'odore di ogni sorta di cibo che si mescola all'odore dell'umidità, insomma mi sono seduta lì e mi sono sentita tanto stanca.

mercoledì 21 maggio 2008

La media

Al momento ho la media del 29. Lo voglio dire perchè dopo che avrò dato gli ultimi due esami la mia media si abbasserà drasticamente, dal momento che non sto studiando niente e che non è neanche così certo che io riesca davvero a togliermeli, questi ultimi due esami. Così, visto che ho un momento di gloria, bè, me lo voglio godere. Il voto non è importante, è vero, perchè anche con dei voti alti io in realtà sono una persona piuttosto ignorante. La media del 29 non vuol dire poi che io mi ricordi ciò che ho studiato, ma solo che me lo ricordavo nel momento in cui sono andata a dare gli esami. Però mi sono dimenticata di tutto dopo due giorni. Il voto non è importante perchè voto alto o voto basso quello che conta è quello che ti rimane veramente in testa, e a me non è rimasto niente di niente. Conta anche il fatto di diverstirsi a studiare e io ivece ultimamente non mi diverto più, perchè Baudelaire mi fa letteralmente cagare e Flaubert mi fa venire la depressione, per non parlare dell'organizzazione aziendale e di come si scrive in francese a un'azienda che si vogliono comprare venti quintali di formaggio a pasta dura da pagare a mezzo posta con consegna in porto franco. Anche la tesi che sto facendo, poi, mi pare un'enorme stronzata, senza un minimo di fondamento, come dovessi riempire delle pagine tanto per poterle rilegare insieme con la copertina rigida con su scritto "Tesi di laurea".
Va bè, ecco, però al momento ho la media del 29. Mi pare anche giusto tirarmela.

lunedì 28 aprile 2008

La mia casa è una tana squallida...

Per 700 sterline mio marito affitta una stanza in un sottotetto esattamente al confine tra Highate e East Finchley. Il doppio di quello che pago io per un appartamento di 70 metri quadri in pieno centro a Torino. Per 700 sterline abbiamo una stanza dove si può stare in piedi solo in un metro quadrato. L'arredamento consiste in un letto a una piazza e mezza, una cassettiera scassata,un appendino per i vestiti e un tavolino basso dove abbiamo sistemato il laptop. Il comodino lo abbiamo fatto con lo scatolone vuoto del piumino d'oca che abbiamo comprato da bhs, che per 700 sterline pretendere anche che la padrona di casa ci prestasse il piumino sembrava una cosa.... C'è anche il bagno. Cioè, bagno... La doccia è al piano di sotto, dove c'è anche la lavatrice. A parte che nel sotto tetto non ci stava, ma poi farsi la doccia piegati non sarebbe stato molto comodo. Naturalmente è tutto moquettato. Una bella moquette marroncina, piena di macchie misteriose, soprattutto nel bagno e nella lavanderia. Chissà perchè i primi giorni che sono qui mi riempio di sfoghi sulla pelle. Poi mi passano.
Alla sera ci accovacciamo davanti al computer e guardiamo un film. A me viene sempre il mal di schiena.
Certo che è proprio figo vivere a Londra.

martedì 15 aprile 2008

giovedì 3 aprile 2008

pst pst, signore maschere...

è vero, il costume è pesante e tiene un caldo che si muore.

è vero, la maschera è fastidiosa da tenere addosso, non ci si vede e si inciampa, che già è difficile muoversi col costume che lo abbiamo già detto è pesante e fa morire di caldo, figurarsi con in più la maschera.

è vero, gli attrezzisti il più delle volte si "dimenticano" di mettere la gomma sotto la maschera, e poi di toglierla perchè era meglio prima e poi di mettere invece della gomma del cotone per vedere se magari dà meno fastidio e sembra proprio che ce l'abbiano con noi e che ci facciano i dispetti.

è vero, siamo relegati laggiù in fondo, mascherati e incappucciati che nessuno ci vede e forse neanche ci sente, che davanti ci sono i solisti che cantano pure male e però se la tirano un sacco.

è vero, il maestro poteva anche darci un attacco più preciso, se voleva che attaccassimo, ma poi chi lo vede il maestro che il regista ci ha messo le comparse davanti insieme ai solisti e noi abbiamo un muro di fronte, e sì, lo abbiamo visto il suggeritore che si agitava fuori dalla buca quasi con tutto il busto e gli occhi di fuori e si capiva anche che nella sua mente ci stava insultando, ma che colpa ne abbiamo noi se questa Lucrezia fa una cadenza diversa da quella dell'altra, che noi abbiamo già i nostri problemi con il costume e la maschera, mica possiamo preoccuparci anche degli attacchi!

ma provare a cambiare mestiere?