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martedì 25 novembre 2008
cake or death
meglio ridere un po', e distrarsi!
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giovedì 16 ottobre 2008
looking forward
tra poco più di 2 settimane sarò in un cinema a vedere questo film, e non è certo solo per questo che non sto già più nella pelle, ma perchè finalmente passerò un weekend "normale" con mio marito: al cinema, come una coppia "normale" con una vita "normale".
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lunedì 11 agosto 2008
venerdì 8 agosto 2008
Il mestiere di correre
Alla Tate fino a metà novembre si può essere pagati 9.35 sterline all'ora per correre. Ci sto seriamente pensando. Non per la cifra, che in realtà poi uno guadagna grosso modo 20 sterline al giorno. Infatti bisogna correre per una galleria lunga circa 86 metri ogni due minuti, dandosi il cambio con altri corridori (mi piace questa parola, è così d'antan), e bisogna riuscire a correrli in meno di 15 secondi. Il tutto per 4 mezze ore durante il giorno, con delle pause in mezzo. Ci si tiene anche in forma.
Io non lo so se sono capace di correre 86 metri in 15 secondi. Non so quanto siano 86 metri e ho una vaga idea di quanto durino 15 secondi. Magari quando torno a casa mi alleno, e poi mi propongo per una settimana o due a ottobre. Magari perdo quei 5 chili...
E' un lavoro di Martin Creed (Work No.850). Se sia arte o meno non lo so. Forse anch'io preferisco i pre-raffaelliti.
lunedì 4 agosto 2008
martedì 3 giugno 2008
Due mesi
Adesso devono passare due mesi.
Non mi piace vivere a Londra, d'accordo, ma quando arrivo in Italia mi sembra di essere nel Medioevo. Poi mi abituo, eh.
Adesso ho due mesi davanti molto intensi: cambiamo il maestro del coro e ci dovremo abituare, che chissà come sarà questo nuovo, va in scena Edgar (che è come dire due Turandot insieme) e portiamo Bohème a Racconigi, c'è il concerto di Mahler non mi ricordo dove ma in un posto un po' lontano perchè dormiamo fuori, e ci sono i concerti di Carmina Burana. Nel frattempo devo dare l'ultimo esame di lettorato di francese (due scritti, oggi e domani, ma non so se li passerò), mettermi seriamente sotto con la tesi e iscrivermi in palestra, che tra due mesi voglio essere un figurino. Poi ci saranno le vacanze.
Non mi piace vivere a Londra, d'accordo, ma quando arrivo in Italia mi sembra di essere nel Medioevo. Poi mi abituo, eh.
Adesso ho due mesi davanti molto intensi: cambiamo il maestro del coro e ci dovremo abituare, che chissà come sarà questo nuovo, va in scena Edgar (che è come dire due Turandot insieme) e portiamo Bohème a Racconigi, c'è il concerto di Mahler non mi ricordo dove ma in un posto un po' lontano perchè dormiamo fuori, e ci sono i concerti di Carmina Burana. Nel frattempo devo dare l'ultimo esame di lettorato di francese (due scritti, oggi e domani, ma non so se li passerò), mettermi seriamente sotto con la tesi e iscrivermi in palestra, che tra due mesi voglio essere un figurino. Poi ci saranno le vacanze.
lunedì 2 giugno 2008
london-new york


eccolo qui, il tunnel. c'è una fibra ottica, mi pare di aver capito, delle tante che passano sotto l'oceano, che è stata collegata in modo da poter vedere quello che succede a New York, dove c'è il ponte di Brooklyn. e da New York possono vedere qui, Londra e io sono andata a vedere questo tunnel e ho fatto ciao ciao con la manina alla gente che a New York era adata a vedere noi che siamo qui a Londra...insomma, non lo so se avete capito, ma è una cosa FANTASTICA!!!!!
domenica 1 giugno 2008
quando si dice il galateo
ieri sera mio marito per festeggiare il nostro decimo anniversario di matrimonio mi ha portato al ristorante dell'oxo tower. è un ristorante panoramico, molto posh, dove il dress code è smart e quando ti siedi a tavola devi ragionare bene su quale posata usare per prima e guai ad appoggiare il coltello nel modo sbagliato sul piatto, che ogni posizione ha un significato e rischi che il cameriere venga a portarti via il piatto solo perchè hai messo le posate nel modo sbagliato e lui ha capito che tu avevi finito di mangiare. io mi stimavo tutta nel mio bel vestitino, che io lo so come vestirmi e come comportarmi in certe situazioni. mentre aspettavamo che fosse pronto il nostro tavolo abbiamo preso un aperitivo, poi la cameriera è venuta a chiamarci col vassoio per portare i nostri bicchieri fino al tavolo, ma noi li avevamo già vuotati. mi ha fatto sedere sulla mia poltroncina e mi ha messo lei stessa il tovagliolo piegato a triangolo sulle ginocchia. io ho fatto finta di esserci abituata ad avere una cameriera che mi spinge la sedia sotto il culo per farmi sedere, anche se trovo in realtà che sia scomodo e ho sempre l'impressione che mi vogliano far cadere quando mi succede. poi è venuto il cameriere a portarci il menù e il sommellier a consigliarci il vino. era un sommellier piacentino, cioè, proprio di piacenza. gran chiacchierone, che secondo me però in un posto così il sommellier dovrebbe limitarsi a descriverti i vini e non raccontarti che lui aveva preso lezioni di canto alla tampa lirica e che una volta una coppia di italiani che avevano ordinato del vino poi al momento del conto erano sbiancati perchè solo di vino avevano speso 240 sterline. lui non gli aveva detto il prezzo della bottiglia per non offenderli, però glielo aveva detto che era una bottiglia di una serie limitata, e quindi avrebbero dovuto capirlo che non era propriamente tavernello, però alla fine una delle due bottiglie gliel'ha offerta lui. noi il prezzo della bottiglia lo abbiamo chiesto, però. comunque poi è venuto il cameriere che mi sembrava tanto il cameriere del film dei monthy python, quello dello sketch della forchetta. ci ha consigliato sui piatti, ma noi avevamo già le idee chiare. abbiamo preso due antipasti e due piatti principali, e anche un'insalata di rucola e parmigiano. intanto ci hanno portato una fettina di pane ciascuno, messa su un piattino, e un panettino di burro salato da spalmarci sopra. il mio antipasto era abbastanza buono, un pezzettino di branzino con delle carote tagliate a fiorellino e delle salsine messe di lato che facevano dei disegnini. a luca hanno portato tre gamberetti (non tre o quattro, proprio tre) con dei cubettini di pomodoro disposti a quadrato, e tre frutti bianchi, tondi, piccolini, assolutamente insapori. ah, aveva anche un bicchierino con dentro una salsa verde, ghiacciata, insipida. era tutto molto bello, molto nouvelle cuisine, molto divertente. i piatti poi erano di diverse forme. il mio era quadrato, quello di luca rettangolare. i tre gamberetti ci stavano comodi. il nostro sommellier veniva a riempirci il bicchiere appena si accorgeva che era quasi vuoto e il nostro cameriere ci portava una nuova fettina di pane quando vedeva che eravamo senza. il piatto principale ce lo hanno servito dopo quasi mezz'ora, probabilmente non volevano che luca facesse indigestione. come piatto principale io avevo ordinato l'halibut e luca il red mullet, cioè sempre pesce. buono. non abbondante (ma la fame è una cosa così volgare!) però buono. mentre aspettavamo che ci portassero il piatto principale sono andata in bagno e ho appoggiato il tovagliolo sulla tavola. quando sono tornata il mio tovagliolo era ben piegato sul bracciolo della mia poltroncina. era venuto il cameriere a sistemarlo. meno male che non l'avevo tutto sbrodolato. per finire luca ha ordinato un single malt e io un dessert, un piatto di cioccolato. c'era un piccolissimo soufflé di cioccolato fondente, una microscopica tortina di cioccolato bianco, un triangolino di mousse di cioccolato alla nocciola e un bicchierino con una cannuccina per tirar su una specie di cioccolata con panna fredda. molto scenografico, anche abbastanza buono, sì. non straordinario, ma buono. insomma ci siamo divertiti, e visto che era il decimo anniversario di matrimonio chissenefrega delle almeno centocinquanta sterline che ci hanno tolto dalla carta di credito (non lo so quanto abbiamo speso, in realtà, che mio marito è un signore e mica mi dice quanto faceva il conto, ma il menù della donna recava i prezzi, ahimè, perciò a occhio e croce...) , quando si va in un posto così si sa che non è un posto per poveracci. però c'era troppo rumore, c'era una luce sbagliata e il coso per pagare con la carta di credito non lavorava, e ci hanno fatto aspettare un sacco per poter pagare che in un posto così mica vorrai maneggiare il denaro, no? la mancia non l'abbiamo lasciata, perchè l'attesa per la carta di credito è stata alquanto seccante. insomma, sì, è stato carino, soprattutto per la vista panoramica sul tamigi, la stessa che luca vede dalle vetrate del suo ufficio. però alla fine fine non è che ci hanno anche preso un po' per il culo?per il quindicesimo anniversario abbiamo deciso che andremo al cambio (qualcuno spieghi ai non torinesi cos'è).
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venerdì 30 maggio 2008
mi piace, anzi no.
di stare qui a londra mi piace svegliarmi la mattina e fare colazione con le fette di pane tostate. al borough market si trovano tanti tipi di pane che tostati sono fantastici. e poi mi piacciono le tazze, in ogni casa ce n'è una collezione. e mi piace andare al pub il venerdì quando luca finisce di lavorare, e andare in giro con lui nel week end che mi porta sempre in qualche bel posto, e anche se a volte non è che sia un posto particolarmete bello mi piace lo stesso. io lo capisco cos'è che piace e affascina di londra quelli che la amano e ci vogliono stare a vivere, lo capisco. però quella vertigine lì a me mette tristezza. ieri ho fatto una lunga passeggiata lungo il fiume mentre aspettavo che si facesse l'una per andare a mangiare qualcosa con mio marito. era anche una bella giornata, all'inizio. poi è diventato tutto grigio. ora, non è che a me l'italia, il sole e il mandolino mi facciano poi tutta 'sta nostalgia e la pioggia che schifo. però mi sono seduta su una panchina e guardavo quest'acqua grigia scorrere sotto questi ponti pieni di gente che ci camminava sopra, e gente ovunque, gente sempre, gente che mangia in continuazione, e l'odore di ogni sorta di cibo che si mescola all'odore dell'umidità, insomma mi sono seduta lì e mi sono sentita tanto stanca.
mercoledì 28 maggio 2008
Per dovere di cronaca
La nuova casa sembra uscita direttamente da un film di Ken Loach. Si tratta di una ex council house, di fronte ala stazione della metropolitana di Southwark. E' meglio, sotto certi aspetti dell'altra casa. Almeno è pulita. Certo per tre persone è piuttosto piccola, e c'è un solo bagno in comune. La zona è carina, proprio dietro alla Tate Modern. Però a me Londra come città per viverci continua a non piacere. Per niente.
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lunedì 28 aprile 2008
La mia casa è una tana squallida...
Per 700 sterline mio marito affitta una stanza in un sottotetto esattamente al confine tra Highate e East Finchley. Il doppio di quello che pago io per un appartamento di 70 metri quadri in pieno centro a Torino. Per 700 sterline abbiamo una stanza dove si può stare in piedi solo in un metro quadrato. L'arredamento consiste in un letto a una piazza e mezza, una cassettiera scassata,un appendino per i vestiti e un tavolino basso dove abbiamo sistemato il laptop. Il comodino lo abbiamo fatto con lo scatolone vuoto del piumino d'oca che abbiamo comprato da bhs, che per 700 sterline pretendere anche che la padrona di casa ci prestasse il piumino sembrava una cosa.... C'è anche il bagno. Cioè, bagno... La doccia è al piano di sotto, dove c'è anche la lavatrice. A parte che nel sotto tetto non ci stava, ma poi farsi la doccia piegati non sarebbe stato molto comodo. Naturalmente è tutto moquettato. Una bella moquette marroncina, piena di macchie misteriose, soprattutto nel bagno e nella lavanderia. Chissà perchè i primi giorni che sono qui mi riempio di sfoghi sulla pelle. Poi mi passano.
Alla sera ci accovacciamo davanti al computer e guardiamo un film. A me viene sempre il mal di schiena.
Certo che è proprio figo vivere a Londra.
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martedì 25 marzo 2008
Aeroporto di Caselle-Torino, ore 10.30, martedì mattina.
Sono le dieci del mattino e ad aspettare il pulman che dall'aeroporto di Caselle porta a Torino Porta Nuova saremo almeno settanta persone, tutte ammassate. Dovrebbe partire alle 10.30. Non è ancora arrivato e già la gente spinge. E' evidente che non riusciremo a salire tutti e si cerca di conquistare un posto il più avanti possibile. Anche perchè il prossimo pulman è dopo tre quarti d'ora. A sentire i discorsi, tra la gente che aspetta c'è qualcuno che non è riuscito a salire sul pulman delle 9.45, e questo non vuole proprio perderlo. Finalmente arriva. E' pieno di gente che deve scendere. L''autista apre le porte e grida: "SIA CHIARO CHE NON VI POSSO CARICARE A TUTTI! CINQUANTA PERSONE CI STANNO! IO VI CONTO! SE MI FERMANO MI TOLGONO I PUNTI DALLA PATENTE!". Inizia a mancarmi l'aria tanto la gente si serra ancora di più attorno alle porte. "NOI DOBBIAMO ANDARE A FARE UNA TERAPIA!!!" urla un signore sventolando i biglietti già acquistati. Saranno in cinque. Mah... Intanto la gente che doveva scendere è scesa. A spintoni, naturalmente. Qualcuno ne approfitta per salire da dietro. "NON SI SALE DA DIETRO!" anche perchè i biglietti devono essere timbrati, e l'obliteratrice è solo davanti. L'autista chiude la porta posteriore, ma almeno in quattro sono già saliti. Anche davanti stiamo salendo. Mi sembra di essere una pallina portata avanti da un ingranaggio inarrestabile. Non cammino, non mi muovo, eppure vengo sospinta avanti. Riesco a salire. Che culo, penso. L'autista controlla che i posti a sedere siano tutti occupati e fa salire un'altra decina di persone, che staranno in piedi. Fino al limite massimo consentito. A terra ci saranno ancora almeno dieci persone, forse quindici. Dovranno aspettare il pulman delle 11.15. Più che arrabbiati sembrano esterrefatti. Anch'io lo sono. Partiamo. Quelli in piedi sono contenti di essere almeno riusciti a salire, e ridono. Sono in vacanza. Un signore davanti litiga con l'autista. "QUESTO NON E' UN SERVIZIO!". L'autista si innervosisce un po', lo invita a calmarsi, frena, gli dice che se non la smette lo fa scendere. Quasi si picchiano. Prima di arrivare a Torino il pulman fa tre fermate. E' un pulman che dovrebbe servire anche a portare la gente che dai paesi di Caselle e Borgaro vuole andare Torino. Alle fermate ci sono tre, quattro, a volte cinque persone. L'autista, prudente, non apre la porta. Spiega dal vetro che non può caricare nessuno se nessuno scende. La gente si arrabbia. Sul pulman intanto il signore che voleva picchiare l'autista continua a urlare. Qualcuno prende le difese dell'autista: che colpa ne ha lui, che colpa ne abbiamo noi? Una ragazza dice, sottovoce: "Che rompicoglioni!". Scendo a Porta Susa, il pulman si svuota. Mi avvio verso casa. Mio marito atterrerà tra due ore a Stansted. Solo due ore di volo.
Chissà perchè, mi sembrano anni luce.
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