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venerdì 19 dicembre 2008

Leaving presentation

Ieri sera una nostra collega è andata in pensione e ha offerto un rinfresco a tutto il coro, come si usa fare, normalmente. Funziona così: quando qualcuno va in pensione offre un rinfresco e noi facciamo una colletta e gli compriamo un regalo. La cifra standard sono 5 euro poi, a seconda del grado di intimità con la collega o il collega che se ne va, uno può mettere anche di più. Qualcuno mette di meno, tipo due euro e non se ne vergogna. C'è anche chi non mette niente e poi viene al rinfresco lo stesso, ma la classe non è un universale comportamentale della specie umana.
Le abbiamo regalato una sciarpa e una ciotola per un totale di 350 euro raccolti. La ciotola, bisogna farlo presente, è una ciotola di Baccarat. Così insomma siamo andate a vedere in questo negozio di ceramiche e cristallerie e lì ho scoperto un mondo che non sapevo neanche esistesse. Per esempio, voi lo sapevate che ci sono dei vasi che costano 1.400 euro? Ecco, in quel negozio la cosa meno cara (e che fatica trovarla) era questa ciotola che abbiamo comprato noi. Poi abbiamo comprato una pergamena (ebbene sì, si usa così tra coristi: si compra una pergamena e ci si scrive sopra qualcosa e tutti la firmano e per la maggior parte dei colleghi pare che sia una cosa imprescindibile, quella della pergamena, che io sono quasi contenta di sapere che non andrò in pensione solo per non avere la pergamena!) e quella del negozio ci ha fatto pagare anche il pezzettino di nastrino per legarla (sì, 50 centesimi, e guardate che era un pezzettino di nastrino di quelli che loro usano per fare i pacchettini, eh). In quel momento ho sviluppato un disprezzo per i commercianti che credo che se lo misurassero risulterebbe tra i maggiori livelli al mondo di disprezzo verso i commercianti.
Comunque io non ero affatto soddisfatta del regalo. Almeno, io se ricevessi un regalo così non sarei per niente contenta, ma forse a Adri invece è piaciuto veramente (devo indagare meglio, ma a una prima indagine mi pare che le fosse piaciuto veramente, e allora è questo quello che conta, no?). Però c'è una cosa che mi dà fastidio più di tutte, e sono le critiche gratuite. Nessuno si è sbattuto minimamente per raccogliere i soldi in tempo utile, nessuno si è interessato o ha dato suggerimenti sul regalo. Siamo andate in tre colleghe alle sei e mezza del giorno in cui il regalo doveva essere dato e forse avremo anche scelto male (e sono io la prima a dire che non sono soddisfatta del ragalo) ma se tutti gli altri se ne sono strabattuti le palle poi non è che possono venire lì a farti le pulci perchè a loro il regalo non piace. Ecco cos'è che non sopporto, la gente che parla e basta. E questo succede anche con le iniziative di "lotta" che intraprendiamo o che abbiamo intrapreso tre anni fa. Questa gente che sta lì solo a parlare e a criticare ma in prima persona non fa assolutamente un cazzo!

giovedì 11 dicembre 2008

Amen

Ieri sera c'è stata la prima di Thais e noi sbrecche eravamo lì a dar via i volantini che informavano il pubblico dei tagli e a raccogliere le firme come tre anni fa (situazioni che stancamente si ripetono senza tempo, cit.). Mentre stavo lì mi sembrava di essere dentro all'armadio di mia nonna, tanto era l'odore di naftalina e mi veniva anche tanto in mente quel racconto di Katherine Mansfield, Miss Brill. Tutte queste madame impellicciate, queste carampane tremolanti coi capelli incollati dalla lacca e che sicuramente si saranno addormentate a metà della seconda scena, passavano davanti ai tavoli delle firme guardandoci con sufficienza e chiedendoci il più delle volte dov'era la toilette.
Poi, prima dell'inizio dello spettacolo tutta l'orchestra, pochi del coro (perchè gli altri erano già in costume, se no vedevi che pienone!), alcuni tecnici (ma c'erano i tecnici?) si sono schierati davanti al parapetto della buca d'orchestra con il sovrintendente. Io e le sbrecche eravamo in alto, vicino alle porte della sala, e sinceramente a vedere tutti gli oerchestrali lì così mi sono sentita un po' male, perchè ho avuto una sensazione di inesorabilità, ecco. Il sovrintendente ha detto che i tagli ci metteranno in ginocchio e ci ha elogiati perchè invece di fare scioperi su scioperi abbiamo fatto concerti gratuiti (e non abbiamo fatto saltare la prima per andare a Roma alla manifestazione nazionale, ma questo è un altro discorso e lo lascerei perdere). Poi un rappresentante dei lavoratori ha letto un documento che ripeteva un po' quanto detto dal sovrintendente e che informava il pubblico anche della nostra adesione allo sciopero con la devoluzione della giornata di lavoro a Emergency anzichè con l'astensione dal lavoro che avrebbe fatto saltare la prima. E alla fine il pubblico della prima ha applaudito. Fin qui niente di strano, almeno per educazione uno applaude in queste occasioni. Ma poi è successo che una signora, una signora piuttosto giovane che aveva firmato la petizione (me la ricordavo), si è alzata in piedi applaudendo vigorosamente, e poi un'altro signore in mezzo alla sala si è alzato in piedi anche lui e poi un'altro e poi insomma metà pubblico era in piedi ad applaudirci, noi, i lavoratori del teatro e a me è scappata una lacrimuccia e alla fine insomma singhiozzavo proprio e mi sembrava di volergli bene a tutte quelle persone in piedi.

martedì 9 dicembre 2008

Les filles blanches

certo che belle siamo belle...

mercoledì 12 novembre 2008

Firmate!

Qui potete firmare una petizione on line per chiedere al ministro Bondi di non distruggere l'opera lirica in Italia.

giovedì 30 ottobre 2008

venerdì 12 settembre 2008

La musica interiore

Ieri sera cercavo di prendere sonno e non ci riuscivo; dentro la testa continuavo a cantare: "Ah, Medeeeea!" e poi: "propiiizio si tu, propiiizio si tu, acceeetta i nostri doooni!". Poi alla fine mi sono addormentata. Quando poi mi sono svegliata ho iniziato a cantare mentalmente: "Christe, chri-i-i-ste, christe ele-e-i-son! Chri-ste! Chri-ste!". Anche mentre mi preparo la colazione o la cena mi canto sempre qualcosa nella mente, qualcosa che stiamo studiando. Oppure mentre sto scrivendo questo post, o mentre vado in bicicletta, o cammino per strada. Se poi sono sotto la doccia canto proprio ad alta voce. Cioè, non a squarciagola, intendiamoci, ma con la voce sì. L'altro giorno stavo entrando in biblioteca e senza accorgermene ho canticchiato "Diooo del-l'amor!" e mi sono un po' vergognata perchè un conto è cantarselo nella mente, un conto è canticchiarlo anche molto piano in un luogo pubblico! Ho sentito fisicamente che la ragazza che c'era lì a fumare una sigaretta davanti alla porta ha pensato che ero una vecchia stordita fuori di testa.
Non che lo trovi strano, questo fenomeno, perchè è logico che quando non fai che sentire e ripetere dei pezzi per 4 o 5 ore al giorno poi anche quando non li stai studiando te li ripeti in continuazione senza che il libero arbitrio possa decidere nè cosa nè se. E' un po' come se ci fosse un ipod un po' sballato nel cervello che ripete sempre le stesse frasi. Deve essere una cosa che capita a tutti i musicisti, e forse capita anche a chi non fa il musicista. Però a volte mi sembra che questa musica interiore mi impedisca di pensare. Il che forse non è neanche un male. E' come se mi tenesse sospesa in un'altra dimensione. Forse è per questo che sembra sempre che sono sulla luna.

venerdì 11 luglio 2008

Tra realtà e finzione

Sul palcoscenico di Bohème, si sa, fiocca la neve, che Bohème è ambientata a Parigi nel periodo di Natale. Peccato che a Racconigi a metà luglio ci siano circa 30 gradi di giorno, e la sera non è che vada molto meglio. Uno almeno non si metterebbe mai un bel vestito di lana spessa che punge, con un sottogonna che pesa cinque chili, un bel mantello sempre di lana pesante e una cuffietta della stessa lana, puntata sulla parrucca. Hai voglia a convincerti che siamo a Natale. La gente se ne accorge che sudi!

domenica 22 giugno 2008

Piccole cose

Non so, forse sono io che sono una stupida, ma oggi per esempio, all'inizio del secondo atto, quando siamo tutte spaparanzate sui divanetti rossi di quella specie di bordello che è la casa di Edgar e il pubblico ci ha applaudito quando si è aperto il sipario, io mi sono commossa.

sabato 21 giugno 2008

Il corista medio

Il corista medio è sempre al corrente di quello che fanno gli altri coristi, soprattutto nella loro vita privata. Sa tutto dei colleghi: quante volte si fanno la doccia, con chi vanno a letto al momento, con chi sono andati a letto in passato, con chi ci andranno in futuro. Se non sa qualcosa se lo inventa. E spesso finisce per crederci davvero anche lui stesso.
Il corista medio possiede la tecnica vocale perfetta, l'intonazione assoluta e un senso del ritmo, della frase, della musicalità che nemmeno Orietta Berti. Perchè non abbia fatto una sfolgorante carriera è a volte colpa della fatalità ma più spesso dell'invidia degli altri, del fatto di non aver avuto le giuste conoscenze o dell'integrità morale che non gli ha permesso di scendere a certi compromessi, che tanto lo sanno
tutti che per arrivare a certi livelli la devi dare a qualcuno.
Il corista medio si lamenta sempre delle truccatrici e delle sarte, ma non lo fa mai in loro presenza. E' un esperto dei periodi storici, conosce la pronuncia di tutte le lingue del mondo pur non parlandone alcuna ed è fermamente contrario alle regie moderne, che si sa che il pubblico non le apprezza.
Il corista medio poi sa che tutti i registi sono degli imbecilli e non li ascolta quando parlano. Al corista medio basta sapere da dove deve entrare e dove si deve piazzare, quanto dura la recita e se ci spetta la mensa. Sapere anche di che opera si tratti è secondario.
Il corista medio si dirige da solo, e non c'è verso di fargli capire che, nonostante i suoi tempi e le sue dinamiche musicali siano di gran lunga più raffinate di quelle del Maestro Direttore, purtroppo non sono quelle che vanno eseguite.
Il corista medio si caratterizza anche per un'elevata quantità di importanti impegni solistici. Non di rado le recensioni delle sue performance, firmate da eminenti critici musicali, vengono pubblicate su giornali di nicchia, quali L'eco della Val di Susa o La Gazzetta di Pinerolo. Il corista medio ancora aggiunto saprà rallgrarsi di questi strabilianti successi e coglierli con il dovuto ossequio. Sono queste, infatti, per il corista medio, le vere soddisfazioni artistiche.
In trasferta il corista medio si lamenta sempre dell'albergo, anche quando è un cinque stelle con sauna e bagno turco in camera. Se il viaggio è in pulman chiederà di far spegnere l'aria condizionata perchè si sa che fa male alla voce. In aereo se ne lamenterà soltanto. Va da sè che eventuali problemi di intonazione saranno da imputare alle condizioni di viaggio. Se poi la trasferta è in un paese straniero, il corista medio sentirà presto l'astinenza da pastasciutta. Non è raro, infatti, trovare tavolate di coristi medi che intonano inni alla patria nelle pizzerie intorno all'albergo.
Intendiamoci, in ognuno di noi c'è un'ombra di "medietà". Essere anche tenori è solo questione di sfortuna.

sabato 14 giugno 2008

Edgar

A partire da mercoledì 25 i fortunati spettatori di Torino potranno vedere l'opera di Puccini "Edgar" nella sua prima versione, quella in quattro atti andata in scena nel 1889 alla Scala, grazie al ritrovamento della partitura originale nella soffitta della nipote del compositore.
La storia è assai stramba. C'è una certa Tigrana, una cortigiana, che all'inizio del primo atto ci deride e ci scherza perchè noi siamo brava gente che va in chiesa a pregare. Noi, circa un centinaio di artisti del coro le diciamo di andare a cantare le sue canzoni sconce da un'altra parte, se proprio vuole, e non davanti alla chiesa, ma lei continua e allora noi ci arrabbiamo e , bè, sì, vogliamo linciarla, in fondo siamo la folla, no? Allora Edgar esce dal suo castello perchè sentiva dei rumori e prende le difese di Tigrana. Si arrabbia proprio tanto e dà fuoco a casa sua. Io quando mi arrabbio tanto non ci penserei mai di dar fuoco a casa mia, però lui è fatto così. E' un caratteriale. C'è anche un duello, prima della fine dell'atto, perchè pare che Tigrana sia più o meno fidanzata di Frank, e siccome quando Edgar viene fuori dal castello per difenderla arriva anche Frank i due naturalmente si affrontano. Fidelia, che dovrebbe essere la sorella di Frank se non ho capito male, è innamorata di Edgar, ma lei è una brava fanciulla. Insomma, il primo atto finisce che Edgar dà fuoco al suo castello e a noi ci viene l'intossicazione da fumo e infatti cadiamo tutti a terra tossendo che neanche una bomba tossica. Fino a ieri io cadevo tossendo insieme alla marchesa, ma poi alla marchesa si sono smagliate le calze.
Il secondo atto si svolge nel castello di Edgar, che è diventato l'amante fisso di Tigrana e anche un gran puttaniere e infatti il suo castello è pieno di bagasce e si fanno orgie in continuazione ci si ubriaca e si gioca alla roulette. Solo che a un certo punto arrivano i bersaglieri (non chiedetemi perchè proprio i bersaglieri, è un'idea registica, va accettata così com'è) e lui è così colpito da questi soldati che decide di partire soldato anche lui per andare a salvare la Fiandra.
Nel terzo atto Edgar è tornato dalla guerra ma fa finta di essere morto. Cioè, organizza proprio il suo funerale con l'aiuto di Frank, che anche lui era nell'esercito e erano diventati amici. Noi siamo tutti lì, intorno alla bara che preghiamo (trallaltro il requiem che cantiamo qui è quello che Toscanini aveva voluto eseguire ai funerali di Puccini, ed è una musica bellissima) e diciamo com'era bravo questo Edgar, che era un eroe, che è morto per salvare la patria e che perciò vivrà in eterno e tutto un sacco di cose belle quando arriva un frataccio tutto incappucciato e inizia a dire che in realtà Edgar era un pezzo di merda e un pazzo, e ci dice se non ci ricordiamo di quella volta che ha dato fuoco al suo castello e ci ha insultati tutti, di quanto fosse un porco che faceva sempre le orgie e un mucchio di altre cattiverie, e noi ci ricordiamo e in effetti ripensandoci ci vengono in mente un sacco di cose brutte fatte da questo Edgar. Solo che il frataccio che dice queste cose è Edgar stesso travestito. Insomma, lui voleva vedere se al suo funerale la gente era sinceramente addolorata o no e noi non ci facciamo una gran bella figura, tanto che Fidelia, che invece è bella e gentile per davvero e anche tanto innamorata se ne va via con suo padre perchè non può reggere a sentire il suo amato Edgar così infangato proprio nel giorno del suo funerale, quando lei crede che sia morto da eroe (e a me quando vedo questa coppia del padre con la figlia mi viene tanto in mente Liù e Timur, devo dire). Edgar travestito da frate, non abbastanza contento di vedere che in realtà lo disprezziamo, prende da parte Tigrana e le dice che se afferma davanti a tutti che verme che era Edgar lui le dà un sacco di gioielli. Lei accetta i gioielli, spala merda su Edgar dicendo che è vero che voleva tradire la patria e noi ci imbufaliamo e altro che funerale, preghiere e buoni sentimenti: ci scagliamo sulla bara per massacrare il suo cadavere. Solo che quando rovesciamo la bara per gettare ai corvi il suo cadavere di traditore la bara è vuota! Allora il frate si scopre, noi vediamo che è Edgar e ci vergognamo di quello che abbiamo fatto, che essere impulsivi è una cosa brutta.
Nel quarto atto Fidelia è uscita pazza per via che Edgar è morto e per di più è stato infangato, perchè lei è andata via prima che noi rovesciassimo la bara e non sa che invece Edgar vive e che la cerca anche, perchè ha visto che era la sola persona sincera tra tutte quelle che aveva attorno. E' uscita pazza e dice che si sposerà con Edgar, si mette il velo in testa, e noi, che siamo fanciulle amiche sue la compiangiamo, perchè anche noi non lo sappiamo che Edgar è vivo,ma proprio mentre siamo lì a compiangerla arriva Edgar insieme a Frank e subito si organizza una cerimonia di nozze all'uso antico delle Fiandre. Infatti facciamo
tutta una cosa molto folcloristica, gli uomini dicono che devono rapire la sposa, noi donne diciamo che invece noi la difenderemo e poi facciamo una battaglia coi fiori che sono proprio curiosa di vedere in assieme cosa salterà fuori, perchè già in prova di scena era tutto fuori tempo. Poi Fidelia rimane da sola in scena, che noi andiamo tutti a festeggiare, arriva Tigrana con un pugnale e la ammazza. Noi rientriamo in scena per fare festa agli sposi e scopriamo Fidelia morente, catturiamo Tigrana e la mandiamo alla mannaia, che è dall'inizio dell'opera che volevamo ammazzare qualcuno e finalmente dopo quattro ore e mezza possiamo farlo.
Questo libretto mi sembrava un po' bizzarro, con dei personaggi un po' fuori di testa, ma poi ho visto che era tratto da un racconto della raccolta "Un spectacle dans une fauteil" di Alfred de Musset, mi sono ricordata di "Elle et lui" di George Sand e ho capito tutto.
Però la musica a me piace molto. Ci sono dei concertati stupendi e dei momenti in cui il genio di Puccini c'è davvero tutto ed esce con prepotenza. A volte mi viene da pensare che tutte le opere che ha scritto poi le abbia ricavate dal materiale di questa prima opera giovanile.
Certo quattro ore sono lunghe. Ma con un po' di coraggio...

giovedì 3 aprile 2008

pst pst, signore maschere...

è vero, il costume è pesante e tiene un caldo che si muore.

è vero, la maschera è fastidiosa da tenere addosso, non ci si vede e si inciampa, che già è difficile muoversi col costume che lo abbiamo già detto è pesante e fa morire di caldo, figurarsi con in più la maschera.

è vero, gli attrezzisti il più delle volte si "dimenticano" di mettere la gomma sotto la maschera, e poi di toglierla perchè era meglio prima e poi di mettere invece della gomma del cotone per vedere se magari dà meno fastidio e sembra proprio che ce l'abbiano con noi e che ci facciano i dispetti.

è vero, siamo relegati laggiù in fondo, mascherati e incappucciati che nessuno ci vede e forse neanche ci sente, che davanti ci sono i solisti che cantano pure male e però se la tirano un sacco.

è vero, il maestro poteva anche darci un attacco più preciso, se voleva che attaccassimo, ma poi chi lo vede il maestro che il regista ci ha messo le comparse davanti insieme ai solisti e noi abbiamo un muro di fronte, e sì, lo abbiamo visto il suggeritore che si agitava fuori dalla buca quasi con tutto il busto e gli occhi di fuori e si capiva anche che nella sua mente ci stava insultando, ma che colpa ne abbiamo noi se questa Lucrezia fa una cadenza diversa da quella dell'altra, che noi abbiamo già i nostri problemi con il costume e la maschera, mica possiamo preoccuparci anche degli attacchi!

ma provare a cambiare mestiere?