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giovedì 11 dicembre 2008

Amen

Ieri sera c'è stata la prima di Thais e noi sbrecche eravamo lì a dar via i volantini che informavano il pubblico dei tagli e a raccogliere le firme come tre anni fa (situazioni che stancamente si ripetono senza tempo, cit.). Mentre stavo lì mi sembrava di essere dentro all'armadio di mia nonna, tanto era l'odore di naftalina e mi veniva anche tanto in mente quel racconto di Katherine Mansfield, Miss Brill. Tutte queste madame impellicciate, queste carampane tremolanti coi capelli incollati dalla lacca e che sicuramente si saranno addormentate a metà della seconda scena, passavano davanti ai tavoli delle firme guardandoci con sufficienza e chiedendoci il più delle volte dov'era la toilette.
Poi, prima dell'inizio dello spettacolo tutta l'orchestra, pochi del coro (perchè gli altri erano già in costume, se no vedevi che pienone!), alcuni tecnici (ma c'erano i tecnici?) si sono schierati davanti al parapetto della buca d'orchestra con il sovrintendente. Io e le sbrecche eravamo in alto, vicino alle porte della sala, e sinceramente a vedere tutti gli oerchestrali lì così mi sono sentita un po' male, perchè ho avuto una sensazione di inesorabilità, ecco. Il sovrintendente ha detto che i tagli ci metteranno in ginocchio e ci ha elogiati perchè invece di fare scioperi su scioperi abbiamo fatto concerti gratuiti (e non abbiamo fatto saltare la prima per andare a Roma alla manifestazione nazionale, ma questo è un altro discorso e lo lascerei perdere). Poi un rappresentante dei lavoratori ha letto un documento che ripeteva un po' quanto detto dal sovrintendente e che informava il pubblico anche della nostra adesione allo sciopero con la devoluzione della giornata di lavoro a Emergency anzichè con l'astensione dal lavoro che avrebbe fatto saltare la prima. E alla fine il pubblico della prima ha applaudito. Fin qui niente di strano, almeno per educazione uno applaude in queste occasioni. Ma poi è successo che una signora, una signora piuttosto giovane che aveva firmato la petizione (me la ricordavo), si è alzata in piedi applaudendo vigorosamente, e poi un'altro signore in mezzo alla sala si è alzato in piedi anche lui e poi un'altro e poi insomma metà pubblico era in piedi ad applaudirci, noi, i lavoratori del teatro e a me è scappata una lacrimuccia e alla fine insomma singhiozzavo proprio e mi sembrava di volergli bene a tutte quelle persone in piedi.

martedì 9 dicembre 2008

Les filles blanches

certo che belle siamo belle...

venerdì 28 novembre 2008

Assieds-toi près de nous

Thaïs è una cortigiana che sta lì e fa la sua vita da cortigiana finchè non arriva un cenobita del cavolo che si mette in testa di redimerla e ci riesce pure. Allora succede che lei per purificarsi dei suoi peccati inizia a fare le penitenze finchè a un certo punto a forza di penitenze arriva in punto di morte. E lì c'è questa frase che dice una delle suore, che a me proprio mi sta sul cazzo parecchio assai. Dice: "Thaïs sta morendo, il suo corpo è distrutto dalla penitenza ma i suoi peccati sono cancellati". Ora io dico, ma vi sembra buon senso?