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martedì 9 dicembre 2008
Les filles blanches
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mercoledì 12 novembre 2008
giovedì 30 ottobre 2008
con orgoglio
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venerdì 12 settembre 2008
La musica interiore
Ieri sera cercavo di prendere sonno e non ci riuscivo; dentro la testa continuavo a cantare: "Ah, Medeeeea!" e poi: "propiiizio si tu, propiiizio si tu, acceeetta i nostri doooni!". Poi alla fine mi sono addormentata. Quando poi mi sono svegliata ho iniziato a cantare mentalmente: "Christe, chri-i-i-ste, christe ele-e-i-son! Chri-ste! Chri-ste!". Anche mentre mi preparo la colazione o la cena mi canto sempre qualcosa nella mente, qualcosa che stiamo studiando. Oppure mentre sto scrivendo questo post, o mentre vado in bicicletta, o cammino per strada. Se poi sono sotto la doccia canto proprio ad alta voce. Cioè, non a squarciagola, intendiamoci, ma con la voce sì. L'altro giorno stavo entrando in biblioteca e senza accorgermene ho canticchiato "Diooo del-l'amor!" e mi sono un po' vergognata perchè un conto è cantarselo nella mente, un conto è canticchiarlo anche molto piano in un luogo pubblico! Ho sentito fisicamente che la ragazza che c'era lì a fumare una sigaretta davanti alla porta ha pensato che ero una vecchia stordita fuori di testa.
Non che lo trovi strano, questo fenomeno, perchè è logico che quando non fai che sentire e ripetere dei pezzi per 4 o 5 ore al giorno poi anche quando non li stai studiando te li ripeti in continuazione senza che il libero arbitrio possa decidere nè cosa nè se. E' un po' come se ci fosse un ipod un po' sballato nel cervello che ripete sempre le stesse frasi. Deve essere una cosa che capita a tutti i musicisti, e forse capita anche a chi non fa il musicista. Però a volte mi sembra che questa musica interiore mi impedisca di pensare. Il che forse non è neanche un male. E' come se mi tenesse sospesa in un'altra dimensione. Forse è per questo che sembra sempre che sono sulla luna.
Non che lo trovi strano, questo fenomeno, perchè è logico che quando non fai che sentire e ripetere dei pezzi per 4 o 5 ore al giorno poi anche quando non li stai studiando te li ripeti in continuazione senza che il libero arbitrio possa decidere nè cosa nè se. E' un po' come se ci fosse un ipod un po' sballato nel cervello che ripete sempre le stesse frasi. Deve essere una cosa che capita a tutti i musicisti, e forse capita anche a chi non fa il musicista. Però a volte mi sembra che questa musica interiore mi impedisca di pensare. Il che forse non è neanche un male. E' come se mi tenesse sospesa in un'altra dimensione. Forse è per questo che sembra sempre che sono sulla luna.
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venerdì 8 agosto 2008
Il mestiere di correre
Alla Tate fino a metà novembre si può essere pagati 9.35 sterline all'ora per correre. Ci sto seriamente pensando. Non per la cifra, che in realtà poi uno guadagna grosso modo 20 sterline al giorno. Infatti bisogna correre per una galleria lunga circa 86 metri ogni due minuti, dandosi il cambio con altri corridori (mi piace questa parola, è così d'antan), e bisogna riuscire a correrli in meno di 15 secondi. Il tutto per 4 mezze ore durante il giorno, con delle pause in mezzo. Ci si tiene anche in forma.
Io non lo so se sono capace di correre 86 metri in 15 secondi. Non so quanto siano 86 metri e ho una vaga idea di quanto durino 15 secondi. Magari quando torno a casa mi alleno, e poi mi propongo per una settimana o due a ottobre. Magari perdo quei 5 chili...
E' un lavoro di Martin Creed (Work No.850). Se sia arte o meno non lo so. Forse anch'io preferisco i pre-raffaelliti.
venerdì 11 luglio 2008
Tra realtà e finzione
Sul palcoscenico di Bohème, si sa, fiocca la neve, che Bohème è ambientata a Parigi nel periodo di Natale. Peccato che a Racconigi a metà luglio ci siano circa 30 gradi di giorno, e la sera non è che vada molto meglio. Uno almeno non si metterebbe mai un bel vestito di lana spessa che punge, con un sottogonna che pesa cinque chili, un bel mantello sempre di lana pesante e una cuffietta della stessa lana, puntata sulla parrucca. Hai voglia a convincerti che siamo a Natale. La gente se ne accorge che sudi!
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domenica 22 giugno 2008
Piccole cose
Non so, forse sono io che sono una stupida, ma oggi per esempio, all'inizio del secondo atto, quando siamo tutte spaparanzate sui divanetti rossi di quella specie di bordello che è la casa di Edgar e il pubblico ci ha applaudito quando si è aperto il sipario, io mi sono commossa.
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sabato 21 giugno 2008
Il corista medio
Il corista medio è sempre al corrente di quello che fanno gli altri coristi, soprattutto nella loro vita privata. Sa tutto dei colleghi: quante volte si fanno la doccia, con chi vanno a letto al momento, con chi sono andati a letto in passato, con chi ci andranno in futuro. Se non sa qualcosa se lo inventa. E spesso finisce per crederci davvero anche lui stesso.
Il corista medio possiede la tecnica vocale perfetta, l'intonazione assoluta e un senso del ritmo, della frase, della musicalità che nemmeno Orietta Berti. Perchè non abbia fatto una sfolgorante carriera è a volte colpa della fatalità ma più spesso dell'invidia degli altri, del fatto di non aver avuto le giuste conoscenze o dell'integrità morale che non gli ha permesso di scendere a certi compromessi, che tanto lo sanno tutti che per arrivare a certi livelli la devi dare a qualcuno.
Il corista medio si lamenta sempre delle truccatrici e delle sarte, ma non lo fa mai in loro presenza. E' un esperto dei periodi storici, conosce la pronuncia di tutte le lingue del mondo pur non parlandone alcuna ed è fermamente contrario alle regie moderne, che si sa che il pubblico non le apprezza. Il corista medio poi sa che tutti i registi sono degli imbecilli e non li ascolta quando parlano. Al corista medio basta sapere da dove deve entrare e dove si deve piazzare, quanto dura la recita e se ci spetta la mensa. Sapere anche di che opera si tratti è secondario.
Il corista medio si dirige da solo, e non c'è verso di fargli capire che, nonostante i suoi tempi e le sue dinamiche musicali siano di gran lunga più raffinate di quelle del Maestro Direttore, purtroppo non sono quelle che vanno eseguite.
Il corista medio si caratterizza anche per un'elevata quantità di importanti impegni solistici. Non di rado le recensioni delle sue performance, firmate da eminenti critici musicali, vengono pubblicate su giornali di nicchia, quali L'eco della Val di Susa o La Gazzetta di Pinerolo. Il corista medio ancora aggiunto saprà rallgrarsi di questi strabilianti successi e coglierli con il dovuto ossequio. Sono queste, infatti, per il corista medio, le vere soddisfazioni artistiche.
In trasferta il corista medio si lamenta sempre dell'albergo, anche quando è un cinque stelle con sauna e bagno turco in camera. Se il viaggio è in pulman chiederà di far spegnere l'aria condizionata perchè si sa che fa male alla voce. In aereo se ne lamenterà soltanto. Va da sè che eventuali problemi di intonazione saranno da imputare alle condizioni di viaggio. Se poi la trasferta è in un paese straniero, il corista medio sentirà presto l'astinenza da pastasciutta. Non è raro, infatti, trovare tavolate di coristi medi che intonano inni alla patria nelle pizzerie intorno all'albergo.
Intendiamoci, in ognuno di noi c'è un'ombra di "medietà". Essere anche tenori è solo questione di sfortuna.
Il corista medio possiede la tecnica vocale perfetta, l'intonazione assoluta e un senso del ritmo, della frase, della musicalità che nemmeno Orietta Berti. Perchè non abbia fatto una sfolgorante carriera è a volte colpa della fatalità ma più spesso dell'invidia degli altri, del fatto di non aver avuto le giuste conoscenze o dell'integrità morale che non gli ha permesso di scendere a certi compromessi, che tanto lo sanno tutti che per arrivare a certi livelli la devi dare a qualcuno.
Il corista medio si lamenta sempre delle truccatrici e delle sarte, ma non lo fa mai in loro presenza. E' un esperto dei periodi storici, conosce la pronuncia di tutte le lingue del mondo pur non parlandone alcuna ed è fermamente contrario alle regie moderne, che si sa che il pubblico non le apprezza. Il corista medio poi sa che tutti i registi sono degli imbecilli e non li ascolta quando parlano. Al corista medio basta sapere da dove deve entrare e dove si deve piazzare, quanto dura la recita e se ci spetta la mensa. Sapere anche di che opera si tratti è secondario.
Il corista medio si dirige da solo, e non c'è verso di fargli capire che, nonostante i suoi tempi e le sue dinamiche musicali siano di gran lunga più raffinate di quelle del Maestro Direttore, purtroppo non sono quelle che vanno eseguite.
Il corista medio si caratterizza anche per un'elevata quantità di importanti impegni solistici. Non di rado le recensioni delle sue performance, firmate da eminenti critici musicali, vengono pubblicate su giornali di nicchia, quali L'eco della Val di Susa o La Gazzetta di Pinerolo. Il corista medio ancora aggiunto saprà rallgrarsi di questi strabilianti successi e coglierli con il dovuto ossequio. Sono queste, infatti, per il corista medio, le vere soddisfazioni artistiche.
In trasferta il corista medio si lamenta sempre dell'albergo, anche quando è un cinque stelle con sauna e bagno turco in camera. Se il viaggio è in pulman chiederà di far spegnere l'aria condizionata perchè si sa che fa male alla voce. In aereo se ne lamenterà soltanto. Va da sè che eventuali problemi di intonazione saranno da imputare alle condizioni di viaggio. Se poi la trasferta è in un paese straniero, il corista medio sentirà presto l'astinenza da pastasciutta. Non è raro, infatti, trovare tavolate di coristi medi che intonano inni alla patria nelle pizzerie intorno all'albergo.
Intendiamoci, in ognuno di noi c'è un'ombra di "medietà". Essere anche tenori è solo questione di sfortuna.
giovedì 8 maggio 2008
che lavoro fai?
quando mi fanno questa fatidica domanda mi sento sempre un po' a disagio. perchè so già che quando rispondo "sono una cantante" dopo l'entusiasmo iniziale in cui mi chiedono "cosa canto" e se “ci fai sentire qualcosa” poi mi chiedono sempre: sì, ma DI LAVORO cosa fai? e allora provo a spiegare che canto nel coro, in un teatro d'opera, sai, la lirica, Pavarotti, e che è proprio un lavoro e che quindi ci pagano.
non so perché, ma il fatto che ci paghino per cantare riesce incomprensibile a parecchie persone....
una volta il mio dentista quando gli ho detto che ero un soprano mi ha chiesto perchè non avevo scelto di fare il tenore che secondo lui un tenore guadagnava di più di un soprano. se gli avessi detto di essere un mezzo soprano probabilmente avrebbe pensato che ero una sfigata.
il fatto del coro poi ridimensiona subito l'entusiasmo, che subito pensano al coro della chiesa. una ragazza che non aveva mai visto un pentagramma in vita sua una volta mi ha chiesto se poteva venire anche lei, che le sarebbe piaciuto tanto cantare. il fatto di dover studiare non passa neanche per l'anticamera del cervello. tutti sanno cantare, basta essere un po' intonati, cosa ci vuole? il conservatorio, il solfeggio, la tecnica vocale, gli anni di studio, le audizioni sono cose che nessuno considera. dev’essere per quello che stupisce così tanto il fatto che ci paghino pure.
non so perché, ma il fatto che ci paghino per cantare riesce incomprensibile a parecchie persone....
una volta il mio dentista quando gli ho detto che ero un soprano mi ha chiesto perchè non avevo scelto di fare il tenore che secondo lui un tenore guadagnava di più di un soprano. se gli avessi detto di essere un mezzo soprano probabilmente avrebbe pensato che ero una sfigata.
il fatto del coro poi ridimensiona subito l'entusiasmo, che subito pensano al coro della chiesa. una ragazza che non aveva mai visto un pentagramma in vita sua una volta mi ha chiesto se poteva venire anche lei, che le sarebbe piaciuto tanto cantare. il fatto di dover studiare non passa neanche per l'anticamera del cervello. tutti sanno cantare, basta essere un po' intonati, cosa ci vuole? il conservatorio, il solfeggio, la tecnica vocale, gli anni di studio, le audizioni sono cose che nessuno considera. dev’essere per quello che stupisce così tanto il fatto che ci paghino pure.
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giovedì 3 aprile 2008
pst pst, signore maschere...
è vero, il costume è pesante e tiene un caldo che si muore.
è vero, la maschera è fastidiosa da tenere addosso, non ci si vede e si inciampa, che già è difficile muoversi col costume che lo abbiamo già detto è pesante e fa morire di caldo, figurarsi con in più la maschera.
è vero, gli attrezzisti il più delle volte si "dimenticano" di mettere la gomma sotto la maschera, e poi di toglierla perchè era meglio prima e poi di mettere invece della gomma del cotone per vedere se magari dà meno fastidio e sembra proprio che ce l'abbiano con noi e che ci facciano i dispetti.
è vero, siamo relegati laggiù in fondo, mascherati e incappucciati che nessuno ci vede e forse neanche ci sente, che davanti ci sono i solisti che cantano pure male e però se la tirano un sacco.
è vero, il maestro poteva anche darci un attacco più preciso, se voleva che attaccassimo, ma poi chi lo vede il maestro che il regista ci ha messo le comparse davanti insieme ai solisti e noi abbiamo un muro di fronte, e sì, lo abbiamo visto il suggeritore che si agitava fuori dalla buca quasi con tutto il busto e gli occhi di fuori e si capiva anche che nella sua mente ci stava insultando, ma che colpa ne abbiamo noi se questa Lucrezia fa una cadenza diversa da quella dell'altra, che noi abbiamo già i nostri problemi con il costume e la maschera, mica possiamo preoccuparci anche degli attacchi!
ma provare a cambiare mestiere?
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domenica 30 marzo 2008
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