Oggi ho la sindrome del lunedì.
:(
Visualizzazione post con etichetta personalità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta personalità. Mostra tutti i post
lunedì 30 giugno 2008
Etichette:
lamentele,
malinconia,
personalità,
psicologia,
sfogo,
vita quotidiana
sabato 28 giugno 2008
Del saper ascoltare e del saper conversare
Io non sono una persona socievole. Non lo sono mai stata. Nemmeno all'asilo. Mia mamma mi racconta sempre di come io abbia passato i primi mesi dell'asilo con la testa sul banco, senza parlare con nessuno, e di come mia sorella, che era nei grandi, dovesse venire a cercare di farmi un po' di compagnia.
Io non so chiacchierare. A volte riesco a chiacchierare con alcune persone, ma già se siamo in più di due o tre la cosa si fa molto difficile per me. Questo aspetto del mio carattere è sempre stato un po' un problema. Mi rendo conto che non è facile avere a che fare con una persona silenziosa. In parte si tratta di timidezza, ma in parte no. Anzi man mano che passa il tempo si tratta sempre meno di timidezza. Un collega tenore una volta mi ha detto che non riusciva a capire se ero timida o snob. Però non credo che si tratti neanche di snobismo. Devo confessare che poi quando sto zitta non è che sto zitta perchè sto ad ascoltare con attenzione gli altri. Di solito penso ai fatti miei, se proprio devo essere sincera. Questo è anche il principale segreto della mia riservatezza. Intendiamoci, non è che se uno mi parla direttamente non lo sto ad ascoltare (va bè, sì, qualche volta, ma solo quando l'interlocutore mi parla dei rogiti o delle tabaccherie), ma in un gruppo di gente che parla faccio molta fatica a seguire i discorsi, non riesco a concentrarmi abbastanza quando si è in gruppo e in genere mi annoio. Così spesso dò l'impressione di essere sulle nuvole. Impressione decisamente fondata. E' che io proprio non so cosa dire. Soprattutto quando poi qualcuno mi chiede se io non parlo mai.
Io non so chiacchierare. A volte riesco a chiacchierare con alcune persone, ma già se siamo in più di due o tre la cosa si fa molto difficile per me. Questo aspetto del mio carattere è sempre stato un po' un problema. Mi rendo conto che non è facile avere a che fare con una persona silenziosa. In parte si tratta di timidezza, ma in parte no. Anzi man mano che passa il tempo si tratta sempre meno di timidezza. Un collega tenore una volta mi ha detto che non riusciva a capire se ero timida o snob. Però non credo che si tratti neanche di snobismo. Devo confessare che poi quando sto zitta non è che sto zitta perchè sto ad ascoltare con attenzione gli altri. Di solito penso ai fatti miei, se proprio devo essere sincera. Questo è anche il principale segreto della mia riservatezza. Intendiamoci, non è che se uno mi parla direttamente non lo sto ad ascoltare (va bè, sì, qualche volta, ma solo quando l'interlocutore mi parla dei rogiti o delle tabaccherie), ma in un gruppo di gente che parla faccio molta fatica a seguire i discorsi, non riesco a concentrarmi abbastanza quando si è in gruppo e in genere mi annoio. Così spesso dò l'impressione di essere sulle nuvole. Impressione decisamente fondata. E' che io proprio non so cosa dire. Soprattutto quando poi qualcuno mi chiede se io non parlo mai.
Etichette:
distrazione,
identità,
io,
personalità,
vita quotidiana
venerdì 13 giugno 2008
Spiegazioni causali e spiegazioni teleologiche
Le spiegazioni causali sono quelle di causa-effetto: a una determinata causa segue un determinato effetto. Si scoprono osservando i fenomeni. Una volta che si scopre una relazione di cusa ed effetto si può star certi che sempre al presentarsi di determinate situazioni si verificheranno determinati effetti, tanto che se ne può ricavare una legge.
Le spiegazioni teleologiche, invece, non stabiliscono delle relazioni di causa ed effetto. Sono tutt'al più generalizzazioni, spiegazioni probabilistiche, permettono di dire che se si verifica X è probabile che si verifichi Y. Queste spiegazioni non possono essere falsificate: se a X non segue Y non è detto che non ci sia correlazione tra i due fenomeni, ma solo che il grado di probabilità è inferiore a quello presupposto. Il valore predittivo di queste spiegazioni è molto debole.
Purtroppo le relazioni interpersonali sono basate su spiegazioni teleologiche. Infatti io sbaglio sempre tutte le previsioni.
Non riesco ad abituarmici, però. Posso solo cercare di difendermi.
Le spiegazioni teleologiche, invece, non stabiliscono delle relazioni di causa ed effetto. Sono tutt'al più generalizzazioni, spiegazioni probabilistiche, permettono di dire che se si verifica X è probabile che si verifichi Y. Queste spiegazioni non possono essere falsificate: se a X non segue Y non è detto che non ci sia correlazione tra i due fenomeni, ma solo che il grado di probabilità è inferiore a quello presupposto. Il valore predittivo di queste spiegazioni è molto debole.
Purtroppo le relazioni interpersonali sono basate su spiegazioni teleologiche. Infatti io sbaglio sempre tutte le previsioni.
Non riesco ad abituarmici, però. Posso solo cercare di difendermi.
Etichette:
amicizia,
io,
personalità,
psicologia,
università,
vita quotidiana
domenica 8 giugno 2008
domenica 11 maggio 2008
Sono un alieno.
Ho fatto un test che dice che calcola la tua età mentale. D'accordo, avrei dovuto studiare, ma proprio non ne avevo voglia e allora, così, sono capitata a fare questo test. E' risultato che ho un'età mentale di 500 anni. Dice proprio così: età mentale 500 anni! Ne sono lusingata. Ecco il mio "profilo":
Accidenti! Ma chi (o cosa) sei? Un alieno proveniente da un altro mondo? Oppure un viaggiatore nel tempo giunto per caso nel terzo millennio dal passato? Diciamo che hai una mente un pochino superata! Non è una critica, solo una constatazione!
Forse hanno ragione. Forse sono un alieno.
Accidenti! Ma chi (o cosa) sei? Un alieno proveniente da un altro mondo? Oppure un viaggiatore nel tempo giunto per caso nel terzo millennio dal passato? Diciamo che hai una mente un pochino superata! Non è una critica, solo una constatazione!
Forse hanno ragione. Forse sono un alieno.
Etichette:
io,
personalità,
psicologia,
test
Iscriviti a:
Post (Atom)
