Oggi ho inserito le nuove pagine nell'agenda. Io ho un'agenda ad anelli, devo solo sostituire le pagine e gli anni passano. Adesso ho lasciato le ultime pagine del 2008 e ho messo quelle dell'anno nuovo. Sono pronta. Ogni volta quando metto le pagine nuove le sfoglio e poi segno già le date delle recite e dei concerti (per esempio adesso ho segnato che il 16 luglio partiamo per Vienna per andare a fare il Requiem di Verdi). Sfoglio velocemente tutti i mesi e mi chiedo sempre "chissà cosa farò ad agosto", oppure guardo le pagine di dicembre e mi chiedo: "chissà a natale che ormai l'anno sarà passato che cosa sarà successo" (sì, lo so, la sintassi non è quella che ci si aspetterebbe) e altre cose così. Insomma ho queste pagine bianche del futuro davanti che diventeranno presente man mano. Poi viene la fine dell'anno e le pagine bianche finiscono. E quindi? Niente, pensavo che una volta o l'altra poi finiscono per davvero.
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sabato 20 dicembre 2008
martedì 25 novembre 2008
cake or death
meglio ridere un po', e distrarsi!
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martedì 4 novembre 2008
lunedì 27 ottobre 2008
giovedì 10 luglio 2008
A volte
A volte si dicono delle cose che non si vorrebbero dire, poi ci si pente. Anche sciocchezze, cose senza importanza, almeno per chi le ha dette, ma che invece assumono grande importanza per l'interlocutore, che le registra, le analizza, cerca dei significati nascosti, delle intenzioni precise. Sono cose dette con leggerezza ma che diventano pesanti come macigni.
A volte si fanno anche delle cose con leggerezza, chissà perchè. Cose stupide, che si poteva fare a meno. Ma sul momento non ci si pensa e si fanno.
A volte è solo questione di distrazione: uno è sovrappensiero e schiaccia un bottone invece che un altro, e non si rende conto di aver sganciato la bomba atomica.
A volte le persone che conosciamo sono diverse da come noi ce le siamo raffigurate nella nostra mente. A volte sono migliori, a volte peggiori. Ma per noi sono solo come noi crediamo che siano, e se poi per caso ci accorgiamo che sono diverse ci sembra che la colpa sia loro che sono diverse, e non nostra che ci siamo fatti delle idee sbagliate. A volte anche noi siamo diversi da come gli altri ci credono.
Che poi a volte si cambia, e come eravamo vent'anni fa non è la stessa cosa di come siamo oggi.
A volte la vita di gruppo è molto difficile.
A volte si fanno anche delle cose con leggerezza, chissà perchè. Cose stupide, che si poteva fare a meno. Ma sul momento non ci si pensa e si fanno.
A volte è solo questione di distrazione: uno è sovrappensiero e schiaccia un bottone invece che un altro, e non si rende conto di aver sganciato la bomba atomica.
A volte le persone che conosciamo sono diverse da come noi ce le siamo raffigurate nella nostra mente. A volte sono migliori, a volte peggiori. Ma per noi sono solo come noi crediamo che siano, e se poi per caso ci accorgiamo che sono diverse ci sembra che la colpa sia loro che sono diverse, e non nostra che ci siamo fatti delle idee sbagliate. A volte anche noi siamo diversi da come gli altri ci credono.
Che poi a volte si cambia, e come eravamo vent'anni fa non è la stessa cosa di come siamo oggi.
A volte la vita di gruppo è molto difficile.
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sabato 28 giugno 2008
Del saper ascoltare e del saper conversare
Io non sono una persona socievole. Non lo sono mai stata. Nemmeno all'asilo. Mia mamma mi racconta sempre di come io abbia passato i primi mesi dell'asilo con la testa sul banco, senza parlare con nessuno, e di come mia sorella, che era nei grandi, dovesse venire a cercare di farmi un po' di compagnia.
Io non so chiacchierare. A volte riesco a chiacchierare con alcune persone, ma già se siamo in più di due o tre la cosa si fa molto difficile per me. Questo aspetto del mio carattere è sempre stato un po' un problema. Mi rendo conto che non è facile avere a che fare con una persona silenziosa. In parte si tratta di timidezza, ma in parte no. Anzi man mano che passa il tempo si tratta sempre meno di timidezza. Un collega tenore una volta mi ha detto che non riusciva a capire se ero timida o snob. Però non credo che si tratti neanche di snobismo. Devo confessare che poi quando sto zitta non è che sto zitta perchè sto ad ascoltare con attenzione gli altri. Di solito penso ai fatti miei, se proprio devo essere sincera. Questo è anche il principale segreto della mia riservatezza. Intendiamoci, non è che se uno mi parla direttamente non lo sto ad ascoltare (va bè, sì, qualche volta, ma solo quando l'interlocutore mi parla dei rogiti o delle tabaccherie), ma in un gruppo di gente che parla faccio molta fatica a seguire i discorsi, non riesco a concentrarmi abbastanza quando si è in gruppo e in genere mi annoio. Così spesso dò l'impressione di essere sulle nuvole. Impressione decisamente fondata. E' che io proprio non so cosa dire. Soprattutto quando poi qualcuno mi chiede se io non parlo mai.
Io non so chiacchierare. A volte riesco a chiacchierare con alcune persone, ma già se siamo in più di due o tre la cosa si fa molto difficile per me. Questo aspetto del mio carattere è sempre stato un po' un problema. Mi rendo conto che non è facile avere a che fare con una persona silenziosa. In parte si tratta di timidezza, ma in parte no. Anzi man mano che passa il tempo si tratta sempre meno di timidezza. Un collega tenore una volta mi ha detto che non riusciva a capire se ero timida o snob. Però non credo che si tratti neanche di snobismo. Devo confessare che poi quando sto zitta non è che sto zitta perchè sto ad ascoltare con attenzione gli altri. Di solito penso ai fatti miei, se proprio devo essere sincera. Questo è anche il principale segreto della mia riservatezza. Intendiamoci, non è che se uno mi parla direttamente non lo sto ad ascoltare (va bè, sì, qualche volta, ma solo quando l'interlocutore mi parla dei rogiti o delle tabaccherie), ma in un gruppo di gente che parla faccio molta fatica a seguire i discorsi, non riesco a concentrarmi abbastanza quando si è in gruppo e in genere mi annoio. Così spesso dò l'impressione di essere sulle nuvole. Impressione decisamente fondata. E' che io proprio non so cosa dire. Soprattutto quando poi qualcuno mi chiede se io non parlo mai.
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mercoledì 26 marzo 2008
Stamattina mentre andavo al lavoro in bicicletta c'era un ragazzo che agitava la mano e sorrideva nella mia direzione. Ho pensato che fosse buffo. Anche io sorridevo stamattina, mentre andavo al lavoro in bici e pensavo ai fatti miei. Di solito non sorrido molto. Forse per quello che quel ragazzo mi pareva simpatico, stamattina, perchè sorrideva come me. Cioè, mi pareva proprio di averlo anche già visto. Anzi di conoscerlo. E poi, ecco, non è che agitava la mano. Mi stava salutando. Oddio, ma era... "CIAOOO!!!" gli urlo, dopo averlo ormai superato. E ancora che l'ho riconosciuto in tempo! A volte cerdo che se incontrassi me stessa per strada non mi riconoscerei.
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