Mia sorella si è ammalata 5 anni fa. Ha tre figli, di cui due ormai abbastanza grandi mentre l'ultimo ha 10 anni. Mia sorella è una persona particolare. E' molto forte, ma a volte essere così forti non è un vantaggio. Quando la vedo mi fa sempre stare un po' male, perchè i segni della sua malattia sono evidenti e non posso fare a meno di pensare che potrebbe morire presto. E' anche molto stanca, e in questi giorni non ha fatto che ripetere che le basta far diventare grande anche il più piccolo e poi basta, e siccome è molto forte io credo che ce la farà a sopravvivere ancora una decina di anni, ce la deve fare, anche se lo fa tirandosi dietro la vita coi denti. Però io sono arrabbiata, perchè poi mi mancherà. Per me è stata molto importante quando ero piccola, è stata un punto di riferimento nell'adolescenza. Ero quasi in simbiosi con lei. Poi mi sono staccata. Però sento ancora molto forte questo legame e sono arrabbiata per quello che le è successo, per quello che è successo ai suoi figli, per quello che gli succederà, che ci succederà. Sono arrabbiata perchè il più grande, che adesso ha 20 anni e se ne è andato a Londra a cercare lavoro (e forse anche per aggrapparsi con tutta la sua disperazione all'unica figura maschile valida che abbia incontrato nella sua vita), ha già una quantità di problemi personali da risolvere che gli ci vorrà gran parte della vita per farlo. Sono arrabbiata perchè ha una figlia di 18 anni che è dovuta diventare grande per forza e da sola, e meno male che ha i controcoglioni. Sono arrabbiata perchè il più piccolo, un bambino di quasi 11 anni, ha passato gli ultimi 5 anni della sua vita con la paura costante che sua mamma potesse morire ed è consapevole che sarà fortunato se davvero riuscirà a diventare abbastanza grande prima che questo succeda. Sono arrabbiata perchè tutto questo si poteva evitare e invece è successo e la causa diretta è l'ex marito di mia sorella (e però devo dire che anche lei una parte di colpa ce l'ha). Sono arrabbiata perchè l'imbecillità di una persona inutile ha rovinato la vita di un numero considerevole di persone. Poi lo so che adesso l'unica cosa che si può fare è di rimettere insieme i cocci e cercare di fare il meglio che si può e che si potrà, e che la depressione è un lusso che io non mi posso permettere. Però sono arrabbiata.
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martedì 25 novembre 2008
cake or death
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giovedì 30 ottobre 2008
con orgoglio
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venerdì 29 agosto 2008
lunedì 30 giugno 2008
Oggi ho la sindrome del lunedì.
:(
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martedì 3 giugno 2008
Due mesi
Adesso devono passare due mesi.
Non mi piace vivere a Londra, d'accordo, ma quando arrivo in Italia mi sembra di essere nel Medioevo. Poi mi abituo, eh.
Adesso ho due mesi davanti molto intensi: cambiamo il maestro del coro e ci dovremo abituare, che chissà come sarà questo nuovo, va in scena Edgar (che è come dire due Turandot insieme) e portiamo Bohème a Racconigi, c'è il concerto di Mahler non mi ricordo dove ma in un posto un po' lontano perchè dormiamo fuori, e ci sono i concerti di Carmina Burana. Nel frattempo devo dare l'ultimo esame di lettorato di francese (due scritti, oggi e domani, ma non so se li passerò), mettermi seriamente sotto con la tesi e iscrivermi in palestra, che tra due mesi voglio essere un figurino. Poi ci saranno le vacanze.
Non mi piace vivere a Londra, d'accordo, ma quando arrivo in Italia mi sembra di essere nel Medioevo. Poi mi abituo, eh.
Adesso ho due mesi davanti molto intensi: cambiamo il maestro del coro e ci dovremo abituare, che chissà come sarà questo nuovo, va in scena Edgar (che è come dire due Turandot insieme) e portiamo Bohème a Racconigi, c'è il concerto di Mahler non mi ricordo dove ma in un posto un po' lontano perchè dormiamo fuori, e ci sono i concerti di Carmina Burana. Nel frattempo devo dare l'ultimo esame di lettorato di francese (due scritti, oggi e domani, ma non so se li passerò), mettermi seriamente sotto con la tesi e iscrivermi in palestra, che tra due mesi voglio essere un figurino. Poi ci saranno le vacanze.
venerdì 30 maggio 2008
mi piace, anzi no.
di stare qui a londra mi piace svegliarmi la mattina e fare colazione con le fette di pane tostate. al borough market si trovano tanti tipi di pane che tostati sono fantastici. e poi mi piacciono le tazze, in ogni casa ce n'è una collezione. e mi piace andare al pub il venerdì quando luca finisce di lavorare, e andare in giro con lui nel week end che mi porta sempre in qualche bel posto, e anche se a volte non è che sia un posto particolarmete bello mi piace lo stesso. io lo capisco cos'è che piace e affascina di londra quelli che la amano e ci vogliono stare a vivere, lo capisco. però quella vertigine lì a me mette tristezza. ieri ho fatto una lunga passeggiata lungo il fiume mentre aspettavo che si facesse l'una per andare a mangiare qualcosa con mio marito. era anche una bella giornata, all'inizio. poi è diventato tutto grigio. ora, non è che a me l'italia, il sole e il mandolino mi facciano poi tutta 'sta nostalgia e la pioggia che schifo. però mi sono seduta su una panchina e guardavo quest'acqua grigia scorrere sotto questi ponti pieni di gente che ci camminava sopra, e gente ovunque, gente sempre, gente che mangia in continuazione, e l'odore di ogni sorta di cibo che si mescola all'odore dell'umidità, insomma mi sono seduta lì e mi sono sentita tanto stanca.
mercoledì 28 maggio 2008
Per dovere di cronaca
La nuova casa sembra uscita direttamente da un film di Ken Loach. Si tratta di una ex council house, di fronte ala stazione della metropolitana di Southwark. E' meglio, sotto certi aspetti dell'altra casa. Almeno è pulita. Certo per tre persone è piuttosto piccola, e c'è un solo bagno in comune. La zona è carina, proprio dietro alla Tate Modern. Però a me Londra come città per viverci continua a non piacere. Per niente.
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mercoledì 7 maggio 2008
non so perchè ma questa canzone mi fa sempre piangere.
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