La prima parte (chè Madame Bovary è un romanzo diviso in tre parti, e non a caso) si conclude col trasloco dei Bovary a Yonville. Il fatto è che Emma è sempre più depressa. Il ricordo del ballo sbiadisce e hai voglia a comprati una piantina di Parigi e a far finta di andare in giro per i boulevard passandoci sopra col dito. Per quanto tu chiuda gli occhi e veda le fiammelle dei lampioni a gas con la tua fantasia, non è mica la stessa cosa che andarci o viverci! Si era anche abbonata a una rivista femminile e leggeva un sacco di libri (Balzac e George Sand, quella di "Elle et lui", per capirci). Leggeva anche a tavola e voltava le pagine del libro mentre Charles, mangiando, le parlava. Proprio così.
Viveva in un mondo tutto suo, e non a caso è stata paragonata a un Don Chisciotte al femminile. Il mondo reale, la mediocrità che aveva attorno le sembravano uno sbaglio. Leggeva di Parigi, del mondo delle ambasciate, delle duchesse e quando sollevava lo sguardo si trovava davanti un marito che la sera strigliava lui stesso il cavallo e che portava in tasca un coltello come un contadino. Lei aveva provato a istruire la nuova servetta in modo che fosse un po' più raffinata, per far finta di avere la cameriera personale, però più di tanto non è che si poteva pretendere. Intanto Charles andava su e giù per la campagna a curare la gente. Per un po' lei aveva anche provato ad essere una moglie amorevole, si occupava della casa, inventava nomi esotici per i piatti semplicissimi che la servetta cucinava, si era anche comprata dei ciondoli perchè sapeva che erano alla moda. Poi un giorno Charles le raccontò che un collega con cui si era trovato a consulto al letto di un paziente lo aveva umiliato per la sua incapacità. E' lì che lei proprio non ci vede più. Si inalbera contro quel collega, che Charles crede che sia per amore verso di lui, invece è proprio che non lo tollera più, non tollera più la sua mediocrità così evidente: gli deve sistemare il gilet perchè se no lui va in giro come un cretino, gli deve buttar via i guanti stinti, insomma non ne può davvero più e lui crede che queste attenzioni siano gesti di affetto! Si sente soffocare, e l'invito al ballo non arriva più. Arriva invece la suocera, che per prima cosa le butta via tutti i libri, che le fanno venire i grilli in testa (e qui, non vorrei dire, ma il riferimento a Don Chisciotte è lampante). Stava sempre peggio e i sintomi della bipolarità c'erano tutti, infatti alternava momenti di esaltazione a momenti di depressione assoluta, ma Freud aveva solo un anno quando è stato pubblicato il romanzo e hai voglia prima di scoprire lo zoloft. Siccome si lamentava sempre di Tostes, Charles, povero diavolo, pensò che magari se si trasferivano in un'altro paese, un po' più grande e vivace le cose sarebbero andate meglio. A lui dispiaceva lasciare Tostes, che poi oltretutto si stava facendo un po' di clientela, dopo quattro anni. Ma se Emma stava male e andare via poteva farla stare meglio lui di certo sceglieva la felicità di Emma. E così decisero di trasferirsi a Yonville, che il medico che c'era se n'era giusto andato via.
Quando partono, Emma è incinta.
Viveva in un mondo tutto suo, e non a caso è stata paragonata a un Don Chisciotte al femminile. Il mondo reale, la mediocrità che aveva attorno le sembravano uno sbaglio. Leggeva di Parigi, del mondo delle ambasciate, delle duchesse e quando sollevava lo sguardo si trovava davanti un marito che la sera strigliava lui stesso il cavallo e che portava in tasca un coltello come un contadino. Lei aveva provato a istruire la nuova servetta in modo che fosse un po' più raffinata, per far finta di avere la cameriera personale, però più di tanto non è che si poteva pretendere. Intanto Charles andava su e giù per la campagna a curare la gente. Per un po' lei aveva anche provato ad essere una moglie amorevole, si occupava della casa, inventava nomi esotici per i piatti semplicissimi che la servetta cucinava, si era anche comprata dei ciondoli perchè sapeva che erano alla moda. Poi un giorno Charles le raccontò che un collega con cui si era trovato a consulto al letto di un paziente lo aveva umiliato per la sua incapacità. E' lì che lei proprio non ci vede più. Si inalbera contro quel collega, che Charles crede che sia per amore verso di lui, invece è proprio che non lo tollera più, non tollera più la sua mediocrità così evidente: gli deve sistemare il gilet perchè se no lui va in giro come un cretino, gli deve buttar via i guanti stinti, insomma non ne può davvero più e lui crede che queste attenzioni siano gesti di affetto! Si sente soffocare, e l'invito al ballo non arriva più. Arriva invece la suocera, che per prima cosa le butta via tutti i libri, che le fanno venire i grilli in testa (e qui, non vorrei dire, ma il riferimento a Don Chisciotte è lampante). Stava sempre peggio e i sintomi della bipolarità c'erano tutti, infatti alternava momenti di esaltazione a momenti di depressione assoluta, ma Freud aveva solo un anno quando è stato pubblicato il romanzo e hai voglia prima di scoprire lo zoloft. Siccome si lamentava sempre di Tostes, Charles, povero diavolo, pensò che magari se si trasferivano in un'altro paese, un po' più grande e vivace le cose sarebbero andate meglio. A lui dispiaceva lasciare Tostes, che poi oltretutto si stava facendo un po' di clientela, dopo quattro anni. Ma se Emma stava male e andare via poteva farla stare meglio lui di certo sceglieva la felicità di Emma. E così decisero di trasferirsi a Yonville, che il medico che c'era se n'era giusto andato via.
Quando partono, Emma è incinta.
